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USA bombarda Libia: l'ultima volta c'era Gheddafi. Raid su Sirte per impedire accesso ISIS al porto

Gli Stati Uniti bombardano la Libia per impedire che l'ISIS si arrocchi nei porti del Paese. I primi daid infatti sono stati effettuati su Sirte. Il Pentagono precisa che i raid aerei sulla Libia sono stati richiesti dal governo d'unità nazionale libico guidato dal premier Fayez al-Sarraj. Le ultime bombe USA su Tripoli erano state sganciate nel 2011, nell'operazione che portò la caduta e la successiva uccisione di Gheddafi.

La guerra contro lo Stato Islamico è sempre più prossima all'Italia. I caccia degli Stati Uniti sono infatti tornati a bombardare la Libia. Le ultime bombe USA su Tripoli erano state sganciate nel 2011, nell'operazione che portò la caduta e la successiva uccisione di Mu'ammar Gheddafi, morte che ha di fatto causato la destabilizzazione del Medio Oriente e la successiva ascesa dell'ISIS.

Nel gennaio scorso infatti il Comitato per gli Affari Esteri inglese ha pubblicato le trascrizioni di alcune telefonate intercorse il 25 febbraio 2011 tra l'ex premier britannico Tony Blair e Gheddafi. Durante tali conversazioni, Gheddafi aveva avvertito Blair che l'Europa avrebbe corso il rischio di attacchi islamisti se sarebbe stato deposto. Nonostante gli avvertimenti di Gheddafi, tre settimane più tardi una coalizione guidata dalla NATO iniziò i raid in Libia.

A 5 anni dagli ultimi bombardamenti, il Pentagono riferisce quindi che i raid aerei sulla Libia di oggi sono stati richiesti dal governo d'unità nazionale libico guidato dal premier Fayez al-Sarraj e sono stati autorizzati dal presidente Barack Obama, a seguito di consultazioni con il segretario alla Difesa, Ashton Carter, e con il capo dello Stato maggiore congiunto, Joseph Dunford.

I raid statunitensi hanno il compito di impedire ai miliziani dell'ISIS di istituire roccaforti in Libia, dalle quali i terroristi potrebbero facilmente "attaccare gli Stati Uniti e i loro alleati". In particolare i bombardieri USA hanno effettuato raid contro l'ISIS a Sirte, importante porto libico, "in coordinamento con la Operation Room dell'operazione al Bonyan al Marsous" come ha precisto al-Sarraj.

Non è ancora chiaro se i bombardamenti statunitensi sono una operazione bilaterale tra Stati Uniti e Libia oppure se aprono alla possibilità di successivi raid da parte degli altri Paesi che fanno parte della Coalizione internazionale a guida USA. Da ricordare che anche l'Italia, grazie ad un emendamento approvato con il ddl missioni, può inviare (non è chiaro se l'ha già fatto) in Libia nostri soldati che però dovranno rispondere solo ai servizi segreti.

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