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Tripoli: fine Gheddafi "è vicina", forse prima della fine del Ramadan

La fine di Gheddafi sembra essere orami prossima, forse addirittura prima della conclusione del Ramadan. Fonti di agenzia parlano di una Tripoli accerchiata, e di una "rivoluzione" ormai iniziata, mentre il governo del rais sembra voler continuare a resistere.

La fine di Gheddafi "è vicina", afferma sicuro Mustafa Abdel Jalil, presidente del Consiglio nazionale transitorio libico (CNT), rivelando che ci sarebbero già "contatti con la prima cerchia" del dittatore libico. Dello stesso avviso sembrano essere anche le fonti interpellate dall'agenzia Fides (Organo di informazione delle Pontificie Opere Missionarie), che si dicono convinte non solo del fatto che "i ribelli entreranno a Tripoli prima della fine del Ramadan" ma che anzi "hanno annunciato che intendono celebrare la conclusione del Ramadan qui in città". E la fine del Ramadan è ormai alle porte, cioè il 29 agosto. La caduta del regime libico sembra quindi prossimo anche perché, stando a quanto riporta un portavoce dei ribelli citato dalla CNN, la "rivoluzione è ufficialmente iniziata". L'agenzia Fides sottolinea infatti che "se da una parte vi sono coloro che temono sanguinosi combattimenti, dall'altra vi sono persone che si aspettano un allineamento di buona parte della popolazione con i ribelli una volta che questi saranno entrati nella capitale". "Se Gheddafi vuole lasciare il potere, vogliamo che lo annunci lui stesso - incalza Mustafa Abdel Jalil del CNT - Ma pensiamo che non lo farà. Mi aspetto una fine catastrofica per lui e per i suoi. E mi aspetto anche che creerà una situazione (di anarchia) a Tripoli. Spero di sbagliarmi". E mentre fonti dell'amministrazione statunitense affermano che "Gheddafi continuerà a combattere" e a resistere, arriva la notizia che l'ex primo ministro Abdul Salam Jalloud, uno degli uomini più vicini al colonnello, si è rifugiato in Italia, perché passato dalla parte dei ribelli. Fonti di agenzia parlano di una Tripoli ormai accerchiata dai ribelli, a pochi chilometri dalla capitale, e anche nella notte continuerebbero esplosioni, combattimenti e bombardamenti della NATO. Un portavoce del governo di Muammar Gheddafi, parlando alla TV di Stato, assicura però che Tripoli sarebbe "circondata da migliaia di persone che la difendono" mentre nella notte un tweet della Reuters annuncia che il rais si sarebbe congraturato, durante una trasmissione audio in diretta sulla televisione di Stato, con le forze a lui fedeli per aver respinto i "ratti" (cioè i ribelli) dalla capitale. Inoltre, Gheddafi avrebbe accusato il presidente francese Nicolas Sarkozy di voler "cercare di rubare il petrolio del Paese".

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