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Ostaggi, la Bonatti a Renzi: in Libia collaboriamo con Farnesina

"Le recenti dichiarazioni da parte della Bonatti - azienda per la quale lavoravano i 4 tecnici rapiti in Libia - sulle ragioni della loro presenza nel Paese smentiscono quanto sostenuto in queste ore dal premier Renzi", osserva Federico Mollicone, di Fratelli d'Italia.

"Le recenti dichiarazioni da parte della Bonatti - azienda per la quale lavoravano i 4 tecnici rapiti in Libia - sulle ragioni della loro presenza nel Paese smentiscono quanto sostenuto in queste ore dal premier Matteo Renzi e mettono in luce - osserva in una nota Federico Mollicone -, ancora una volta, l'inadeguatezza del Governo nella gestione della crisi libica."
Matteo Renzi ha dichiarato infatti che andranno accertate "le responsabilità, perché i quattro sono entrati in Libia quando c'era un esplicito divieto di entrarci da parte nostra". Paolo Ghirelli, presidente della Bonatti, precisa però: "Ovviamente noi eravamo in Libia per un ruolo ben preciso che avevamo e abbiamo tuttora all'interno degli impianti della Mellitha Oil and Gas. Sono 8 mesi che collaboriamo a stretto contatto con l'unità crisi della Farnesina. Abbiamo adempiuto tutti gli obblighi di legge. - aggiungendo - Attualmente sono una decina gli italiani che operano per noi in Libia".
Rileva infine l'esponente di Fratelli d'Italia: "Dall'approssimazione con la quale è stata gestita la vicenda, infatti, emerge chiaramente lo scarso peso del nostro ruolo nello scenario libico. L'intervento militare è necessario a tutela degli interessi geopolitici italiano ma tempi e modi devono essere stabiliti dal Parlamento per rivendicare la nostra sovranità nazionale, e per impedire che dopo aver destabilizzato la Libia con l'abbattimento di Gheddafi ad opera dei francesi, sia l'Italia a pagarne le conseguenze."

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