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Libia: voci su golpe militare. Gheddafi: stop scontri o no riforme

In Libia le tensione rimane altissima e mentre il figlio del dittatore Gheddafi spiega che se non cesseranno le proteste ci sarà una guerra civile che "brucerà le risorse petrolifere" si rincorrono voci su un possibile golpe militare.

A Tripoli, capitale della Libia, la sede del governo è in fiamme, letteralmente, mentre la sede della Tv di Stato è stata saccheggiata. Bengasi e la zona del golfo della Sirte, città che ha dato i natali a Muammar Gheddafi, sono in mano ai rivoltosi. E mentre il Ministro della Giustizia, Mustafa Mohamed Abud Al Jeleil, ha annunciato le sue dimissioni il figlio del dittatore libico Gheddafi, Saif al-Islam, annuncia alla Tv di Stato che il colonello è ancora a Tripoli (e non in Venezuela come alcune fonti avevano annunciato) e che "lotta" per la vittoria. Sembra quindi che il colonnello non abbia nessuna intenzione di arrendersi al popolo libico stanco e stremato nel vederlo al potere, ormai da 41 anni. Saif al-Islam annuncia che "la Libia non è la Tunisia o l'Egitto" e che ricorreranno "alle armi e invece di piangere la morte di 84 persone, ne piangeremo centinaia di migliaia". Il figlio di Gheddafi, quindi, respinge le cifre rese note da Human Rights Watch, che ad oggi parla di oltre 233 morti.
"La guerra civile brucerà le risorse petrolifere della Libia - promette il figlio del dittatore - Dimenticatevi il petrolio, il gas naturale e tutte queste risorse".
Il figlio di Gheddafi spiega poi che promuoverà "una serie di riforme", descrivendole come "una storica iniziativa nazionale", a cominciare da una discussione sulla Costituzione e da alcune leggi sui media. Parole che risuonano stranamente familiari. "Bisogna però porre fine allo spargimento di sangue o non ci saranno riforme - specifica però Saif al-Islam - Non ci sarà democrazia, non ci sarà Costituzione".
In queste ore, poi, alcune voci si rincorrono su un possibile colpo di Stato da parte del capo di stato maggiore aggiunto, El Mahdi El Arabi contro il colonnello Gheddafi. Se ciò sarà confermato, in Libia ci potrebbe essere quindi presto un golpe militare. E mentre il Ministro degli Esteri Franco Frattini da Bruxelles spiega che l'UE "non deve interferire" il Presidente degli Stati Uniti Barack Obama è costantemente tenuto informato sugli sviluppi in Libia e "sta studiando tutte le misure appropriate".

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