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Libia: violenze e persecuzioni contro gli africani continuano

"Gli africani offrono un servizio importante al Paese, perché fanno tutto" dice mons. Martinelli, Vicario Apostolico di Tripoli, all'agenzia Fides. Eppure in Libia, come ha segnalato anche Human Rights Watch, sono vittime di violenze e persecuzioni. Purtroppo sono gli "ultimi" anche lì.

Gli "ultimi" sono tali in ogni cultura, anche dove si potrebbe pensare che le "differenze" siano meno accentuate che da noi, "occidente" sempre più cinico e carente di umanità. In Libia, ad esempio, Paese minato da una guerra i cui confini "di verità" sono molto incerti, le vittime "più vittime" sono gli immigrati africani, che sono oggetto di violenze e di persecuzione per il colore della loro pelle. L'Agenzia Fides riporta un commento, a questo proposito, di Monsignor Giovanni Innocenzo Martinelli, Vicario Apostolico di Tripoli, ora in Italia per delle cure mediche, ma sempre ansioso di tornare al suo gregge tripolitano. Anche se mons. Martinelli, profondo conoscitore della gente libica pare ottimista ("Mi sembra di cogliere comunque i segnali di reali sforzi di pacificazione" ha detto a Fides http://is.gd/5AKKF2) la violenza contro gli immigrati africani in Libia, segnalata anche da Human Rights Watch, lo preoccupa. "Questo è un problema che mi rattrista molto, perché questi poveri immigrati africani, da una parte o dall'altra, sono sempre oggetto di violenze" afferma mons. Martinelli. "Non so bene chi sia responsabile delle violenze contro gli africani, se le nuove autorità o gruppi sciolti di 'pulizia'. Gli africani offrono un servizio importante al Paese, perché fanno tutto. È vero che li hanno sfruttati anche come mercenari, ma la maggior parte di loro sono impiegati in lavori civili, che sono indispensabili anche nella nuova Libia".

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