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Libia, regime Gheddafi: raid NATO uccide 85 civili. "Nessuna prova"

Il regime di Gheddafi rende noto che la NATO avrebbe ucciso durante un raid 85 civili, tra bambini, donne, e uomini. La NATO afferma di non avere "prove al momento".

Un raid della NATO avrebbe fatto vittime civili, almeno stando al regime libico. A rendere noto il "massacro" il portavoce del governo Moussa Ibrahim, che parla di 85 vittime civili, di cui 33 bambini, 32 donne e 20 uomini, appartenenti a una ventina di famiglie diverse. Secondo Moussa Ibrahim il villaggio situato a circa una decina di chilometri da Zlitan sarebbe stato attaccato "per permettere ai ribelli di entrare da Sud". Il governo di Gheddafi ha per questo indetto 3 giorni di lutto. Da parte sua la NATO, durante una conferenza stampa a Bruxelles, afferma che non ci sarebbero "prove di vittime tra i civili al momento, anche se la natura dell'obiettivo porta a pensare che si tratti di personale militare, tra cui mercenari". L'attacco infatti c'è stato, ma mentre il regime d Gheddafi afferma che dopo un primo raid, gli aerei dell'Alleanza Atlantica hanno sterminato le famiglie ritornate sul luogo per recuperare effetti personali "lanciando altri tre ordigni", la NATO parla invece di "obiettivo legittimo" atto a ridurre "la capacità delle forze di Gheddafi". Ma visto che Moussa Ibrahim ha accompagnato i giornalisti sul luogo del presunto eccidio e nell'ospedale di Zlitan, dove i gli inviati della Reuters hanno potuto vedere resti di corpi, anche di bambini, qualcuno comincia a domandarsi perché non andare anche a constatare se la "struttura militare" citata dalla NATO sia stata colpita o meno. Questo potrebbe aiutare, per esempio, a fugare qualche dubbio in merito alla veridicità delle due versioni e ad acquisire quelle "prove" che la NATO spiega di non possedere.

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