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Libia: quattro italiani rapiti. Procura apre inchiesta per sequestro a scopo di terrorismo

La Farnesina informa che quattro italiani sono stati rapiti in Libia nei pressi del compound della Mellitah Oil and Gas dell'Eni. La Procura di Roma ha aperto un fascicolo di indagine per il reato di sequestro di persona a scopo di terrorismo.

La Farnesina informa che quattro italiani sono stati rapiti in Libia nei pressi del compound della Mellitah Oil and Gas dell'Eni. Si tratta di dipendenti della società di costruzioni Bonatti di Parma, che si occupa della manutenzione nell'impianto della multinazionale del gas. L'Unità di Crisi, assicura la Farnesina, si è immediatamente attivata per seguire il caso ed è in contatto costante con le famiglie dei connazionali e con la ditta Bonatti. Stando alle prime informazioni, i quattro italiani rapiti erano entrati in Libia nella giornata del 19 luglio attraverso la Tunisia. I quattro sarebbero stati sequestrati a pochi chilometri da Mellitah, da dove parte il gasdotto Greenstream, il più lungo d'Europa, gestito per tre quarti dall'Eni e per un quarto dalla Noc, Compagnia nazionale libica.
La Farnesina ricorda che, a seguito della chiusura dell'ambasciata d'Italia in Libia il 15 febbraio, aveva segnalato la situazione di estrema difficoltà del Paese invitando tutti i connazionali a lasciare la Libia. "Stiamo lavorando con l'Intelligence per raccogliere tutte le informazioni su questa azione criminale. È difficile al momento fare ipotesi sugli autori del rapimento. È una zona in cui ci sono anche dei precedenti" afferma a La Stampa il ministro degli Esteri Paolo Gentiloni. Intanto, la Procura di Roma ha aperto un fascicolo di indagine per il reato di sequestro di persona a scopo di terrorismo. Il pm ha affidato ai carabinieri del Ros i primi accertamenti per ricostruire quanto accaduto.

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