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Libia: nuova missione per i Tornado. Mistero sugli "obiettivi mirati"

Dopo la prima missione, una seconda ha coinvolto i nostri caccia Tornado, questa volta "scortati da due caccia F-16". "Si tratterebbe del secondo raid", spiega l'Ansa, mentre rimane ancora il mistero sugli "obiettivi militari mirati" che le nostre bombe devono colpire.

Dopo che i primi due Tornado sono partiti il 28 aprile da Tripoli Birgi diretti in Libia per continuare il "naturale sviluppo" della risoluzione 1973 del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite, per dirlo con le parole di Napolitano e gran parte della maggioranza (e anche dell'opposizione), anche ieri vi è stata una nuova missione dei caccia Tornado italiani "armati di bombe", come scrive l'Ansa. "Si tratterebbe del secondo raid" continua l'agenzia di stampa, che cita "fonti qualificate", specificando che i due Tornado, decollati da Trapani, "erano scortati da due caccia F-16". Nessun'altra informazione in merito agli "obiettivi militari mirati" che dovrebbero essere l'oggetto delle nostre missioni, visto che lo stesso Berlusconi assicura, come se ce ne fosse bisogno, che i caccia non lanceranno "bombe a grappolo" (anche perché vietate). L'Ansa riporta anche una frase detta dal generale di brigata Rob Weighill nel corso di una conferenza stampa svoltasi alla base NATO di Bagnoli: "Nell'ultima settimana l'Italia ha partecipato ad attacchi che sono andati a buon fine". Nell'attesa di sapere dalla NATO, visto che sarà l'unica a darci "eventualmente informazioni sulle missioni" come spiega Ignazio La Russa, quali sono stati questi "attacchi andati a buon fine".

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