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Libia: liberi gli altri due ostaggi italiani. Il mistero del biglietto

Dopo la triste notizia della morte dei due ostaggi italiani Fausto Piano e Salvatore Failla, la Farnesina conferma che gli altri due italiani rapiti a luglio, Filippo Calcagno e Gino Pollicardo, sempre tecnici della ditta Bonatti, sono liberi e stanno bene. Mistero sulla data scritta nel biglietto dai due italiani.

Dopo la triste notizia della morte dei due ostaggi italiani Fausto Piano e Salvatore Failla a seguito di una sparatoria nella regione di Sabrata in Libia, la Farnesina conferma oggi in una breve nota che gli altri due italiani rapiti a luglio, Filippo Calcagno e Gino Pollicardo, sempre tecnici della ditta Bonatti, non sono più nelle mani dei loro rapitori e si trovano ora sotto la tutela del Consiglio militare di Sabrata. Le condizioni di salute degli ostaggi liberati sono buone. Stando alle prime indiscrezioni, tutte ancora da confermare, i due ostaggi italiani Filippo Calcagno e Gino Pollicardo sarebbero stati liberati con un blitz delle forze di sicurezza libiche "dopo irruzioni in diverse case a seguito di informazioni ricevute". Hussein al-Zawadi, a capo del Consiglio militare di Sabrata, avrebbe invece riferito che Pollicardo e Calcagno sarebbero riusciti a fuggire da soli dalla casa in cui erano stati segregati da un gruppo affiliato allo Stato Islamico.

Mistero sul biglietto pubblicato dal sito Sabratha Media Center nel quale si legge: "Io sono Gino Pollicardo e con il mio collega Filippo Calcagno oggi 5 marzo 2016 siamo liberi e stiamo discretamente fisicamente, ma psicologicamente devastati. Abbiamo bisogno di tornare urgentemente in Italia". La liberazione dei due ostaggi, infatti, è avvenuta oggi che è il 4 marzo. Un semplice errore dopo tanti mesi di prigionia? Solo i nomi degli italiani, la data del 5 marzo 2016 e la parola Italia nel biglietto sono scritti in stampatello. Il figlio di Calcagno ha comunque già sentito il padre assicurando che l'uomo "sta bene, anche se è molto provato" riferendo che "in questo momento lui e Gino Pollicardo sono nelle mani della polizia libica e che non vedono l'ora di rientrare in Italia".

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