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Libia: la Provincia di Tripoli dello Stato Islamico attacca hotel, 5 morti

Attacco terroristico a Tripoli, in Libia, nell'hotel di lusso Corinthia. Sarebbero almeno 5 i morti, anche di nazionalità straniera. L'attebntato sarebbe stato rivendicato dalla Provincia di Tripoli dello Stato Islamico. Federica Mogherini denuncia: "Un altro atto riprovevole di terrorismo che causa un ulteriore colpo agli sforzi per portare la pace e la stabilità in Libia".

Quattro o cinque uomini armati hanno preso d'assalto questa mattina l'hotel Corinthia a Tripoli (Libia) uccidendo almeno 5 persone. Nel parcheggio dell'hotel è esplosa anche un'automobile, ma non è ancora chiaro se si sia trattato di una bomba oppure di un qualche tipo di granata. Il Corinthia, oltre ad essere un hotel di lusso, ospita anche gli uffici di diverse ambasciate straniere. Da quando, però, dalla scorsa estate è iniziato in caos in Libia la maggior parte degli stranieri hanno lasciato il Paese, e questa mattina l'albergo era semi deserto. Tra gli ospiti dell'hotel, comunque, c'erano britannici, turchi e anche italiani fuggiti sul retro quando gli attentatori sono entrati nella hall, come riferisce una fonte all'Associated Press. Il gruppo terrorista si definirebbe come la Provincia di Tripoli dello Stato Islamico, ed ha rivendicato l'attacco sui social media durante l'aggressione. L'attentato sarebbe stato ideato come rappresaglia per il rapimento lo scorso anno da parte di un commando di americani di un agente libico di Al Qaeda, Nazih Abdul-Hamed al-Ruqai, noto anche come Abu Anas al-Libi. L'uomo, 50enne, è morto a gennaio in un ospedale di New York mentre era in attesa di essere processato per un ruolo avuto nei bombardamenti delle ambasciate americane in Kenya e Tanzania nel 1998.

Dopo la caduta del regime di Gheddafi, la Libia è piombata in un conflitto continuo. Attualmente Tripoli sarebbe sotto il controllo della coalizione chiamata Libya Dawn, che includerebbe politici islamici moderati ma anche gli estremisti islamici combattenti e le milizie provenienti dalla città di Misurata. La coalizione rivale, che si muove sotto la bandiera della Operation Dignity, ha invece base nelle città orientali di Tobruk e Bayda, ma include anche i combattenti dalla città occidentale di Zintan, insieme ai combattenti e alle milizie ufficiali che erano fedeli al colonnello Gheddafi. Le sue forze militari sono guidate dal generale Khalifa Hifter, che lo scorso anno ha tentato un colpo di Stato, promettendo di liberare la Libia dagli islamisti. Nell'hotel Corinthia sarebbe stabilita la residenza di Omar al-Hassi, il primo ministro del governo di Tripoli di Libia Dawn, ma al momento dell'attacco non era in albergo.

Le Nazioni Unite stanno cercando di organizzare una riunione a Ginevra con i rappresentanti di entrambe le coalizioni per formare un governo di unità nazionale. L'Unione europea "sostiene con forza" i colloqui "per arrivare ad una soluzione politica basata sul rispetto e dialogo" afferma l'Alto rappresentante per la politica estera Federica Mogherini, chiarendo che l'odierno attacco è da considerarsi come "un altro atto riprovevole di terrorismo che causa un ulteriore colpo agli sforzi per portare la pace e la stabilità in Libia".

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