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Libia: in Cirenaica pressioni dai fondamentalisti su cristiani

Anche se dopo la morte di Gheddafi l'attenzione sulla Libia è andata scemando da parte dei media, la situazione continua a rimanere "critica". E mentre David Cameron promette aiuti dalla Gran Bretagna alle forze di sicurezza locali, il Vicario Apostolico di Tripoli rivela come nella Cirenaica i cristiani stiano subendo forti pressioni dai fondamentalisti.

Mentre il primo ministro David Cameron fa una visita a sorpresa in Libia, assicurando da Tripoli che la Gran Bretagna è pronta ad aiutare l'esercito e le forze di polizia libiche a causa della sempre meno sicurezza nella regione, Mons. Giovanni Innocenzo Martinelli, Vicario Apostolico di Tripoli, rivela all'Agenzia Fides che "due comunità religiose devono lasciare la Cirenaica dopo aver subito pressioni dai fondamentalisti". Anche se l'attenzione sulla Libia, dopo la caduta di Gheddafi, è andata progressivamente scemenado, mons. Martinelli avvisa come nel Paese la situazione continua a rimanere "critica". Alla Fides il Vicario Apostolico di Tripoli spiega infatti come il 20 febbraio siano previste imponenti manifestazioni in tutta la Cirenaica e per questo motivo il Vicario Apostolico di Bengasi "è stato avvertito di lasciare la chiesa a partire dal 13 febbraio e di mettersi al riparo". Se infatti a Tripoli la situazione è ancora "abbastanza tranquilla" non lo stesso si può dire nella Cirenaica, zona della Libia orientale con capitale Bengasi, dove infatti "l'atmosfera è molto tesa". Mons. Martinelli racconta alla Fides come per esempio "nei giorni scorsi sono stati costretti ad abbandonare Derna la congregazione della Sacra Famiglia di Spoleto che era lì da quasi 100 anni, e un sacerdote salesiano polacco, che ha subito maltrattamenti da parte di alcuni fondamentalisti" mentre "a Barce le Suore Francescane del Gesù Bambino lasceranno la loro casa nei prossimi giorni". Il Vicario Apostolico di Tripoli spiega quindi come la comunità cristiana sia molto dispiaciuta "di dovere ridurre le attività in quell'area", anche perché, ricorda, con la popolazione della Libia è stato costruito nel tempo "un rapporto molto intenso e bello, fatto di testimonianza e di amicizia, che purtroppo negli ultimi tempi risente della presenza dei fondamentalisti". I fondamentalisti, sottolinea mons. Martinelli, "non rappresentano l'identità del popolo libico ma - precisa- è una delle espressioni della società libica di oggi". Mons. Martinelli assicura comunque che i cristiani della Cirenaica non verranno abbandonati, perché "resteranno due comunità di religiose a Bengasi, una piccola comunità a Tobruk e infine un'altra piccola comunità di suore indiane a Beida", nella speranza che "un giorno - conclude il Vicario Apostolico di Tripoli - le nostre comunità riprenderanno vigore".

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