le notizie che fanno testo, dal 2010

Libia: guerra civile. Frattini: UE "non deve interferire"

La situazione in Libia sta diventando sempre più tragica. Ormai si parla di guerra civile, il figlio di Gheddafi promette di difendere il potere con le armi. E mentre Franco Frattini afferma che l'UE "non deve interferire", l'opposizione chiede al governo di riferire in Aula.

Nella nottata la Tv araba Al Jazeera aveva fatto trapelare la notizia che il dittatore libico Muammar Gheddafi fosse fuggito in Venezuela mentre nelle piazze di Bengasi, e non solo, le rivolte del popolo venivano soffocate dalla repressione, con tanto di razzi sparati sulla folla. Poi la smentita, sembra dalla Tv al Arabiya. Gheddafi sarebbe ancora in Libia, anche se a parlare alla Tv di Stato è stato il figlio Saif al-Islam, che afferma che "questi scontri possono portare alla guerra civile" e minaccia: "La Libia non è la Tunisia o l'Egitto. Ricorreremo alle armi e invece di piangere la morte di 84 persone, ne piangeremo centinaia di migliaia. La guerra civile brucerà le risorse petrolifere della Libia. Dimenticatevi il petrolio, il gas naturale e tutte queste risorse". Secondo il figlio del leader libico "le proteste sono frutto di un complotto straniero" guidato da "un movimento separatista allo scopo di dividere la Libia in tanti Stati islamici". E mentre il Presidente degli Stati Uniti starebbe "studiando tutte le misure appropriate" per fronteggiare le rivolte in Libia, la Turchia richiama in patria i suoi connazionali, tanto che il premier turco Recep Tayyip Erdogan avrebbe chiamato lo stesso Gheddafi, che gli avrebbe assicurato per la sicurezza delle migliaia di cittadini turchi che vivono e lavorano in Libia. Ma nel Paese vivono anche tanti italiani, circa 1.500, e il sottosegretario agli Esteri Stefania Craxi spiega che sarebbero già pronti dei piani di evacuazione. Per adesso, comunque, la Farnesina sconsiglia "viaggi nel Paese" e consiglia di "evitare gli assembramenti di folla, di allontanasi immediatamente dalle zone dove siano in corso manifestazioni e, in generale, di rimanere sempre aggiornati sull'attualità internazionale e regionale". Al suo arrivo al consiglio esteri a Bruxelles, Franco Frattini però ha solamente spiegato che dal suo punto di vista l'Unione Europea "non deve interferire" affermando che "l'Europa non deve esportare la democrazia. Noi vogliamo sostenere il processo democratico, ma non dobbiamo dire: questo è il nostro modello europeo, prendetelo. Non sarebbe rispettoso dell'indipendenza del popolo, della sua ownership". Qualche attento analista di geopolitica potrebbe però domandarsi perché in Libia "non dovrebbe essere esportato il nostro modello di democrazia" mentre in altre parti del mondo sì, tanto da iniziare anche delle guerre per tale motivo.
L'opposizione intanto rimane assolutamente scontenta di come il governo sta gestendo questa crisi libica. Dario Franceschini, capogruppo del Pd alla Camera, per esempio, ricorda che Silvio Berlusconi "ha vantato per anni il rapporto privilegiato con Gheddafi" e che quindi ora dovrebbe intervenire "per scongiurare che la rivolta non sia repressa nel sangue". "Abbiamo chiesto al governo di riferire in Aula" conclude Franceschini mentre il leader dell'Italia dei Valori Antonio Di Pietro spiega che "l'unica cosa" che ha "sentito da Berlusconi, di fronte ad un mondo che sta crollando, è stato che non voleva disturbare Gheddafi". E in questo frangente qualcuno si domanda che fine faranno i 5 miliardi di dollari in 20 anni che il governo Berlusconi ha promesso alla Libia con il "Trattato di Amicizia" stretto nel 2008.

• DALLA PRIMAPAGINA:

• POTREBBE INTERESSARTI:

• LE ALTRE NOTIZIE: