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Libia, governo Gheddafi: ancora non usato "vera potenza militare"

Prima un missile che "sfiora" la nave Bersagliere della Marina militare italiana, poi 20 razzi diretti verso un cacciatorpediniere britannico. Degli avvertimenti, per il portavoce governo libico, Moussa Ibrahim, perché ancora non è stata usata tutta la loro "vera potenza militare".

Il cacciatorpediniere britannico Hms Liverpool è stato bersagliato da circa una ventina di razzi lanciati da una postazione di terraferma in Libia, pare situata nei pressi di Zlitan, ad est di Tripoli. A confermare l'attacco, per fortuna andato a vuoto poiché i missili hanno mancato il bersaglio, il ministero della Difesa britannico, come conferma il "Sun". L'attacco è arrivato mercoledì 5 agosto, lo stesso giorno in cui un missile libico ha mancato di circa 2 chilometri a nave Bersagliere della Marina Italiana. Il ministro della Difesa Ignazio La Russa, però, ha subito smentito che le forze fedeli al colonnello Gheddafi stessero mirando proprio alla nostra nave da guerra. "E' totalmente da escludere che la Bersagliere fosse l'obiettivo - affermava La Russa - Nemmeno un bimbo commetterebbe un errore di due chilometri, probabilmente il razzo era più vicino ad altre navi". Il portavoce governo libico, Moussa Ibrahim, in seguito ha invece lasciato intendere che il missile era proprio diretto alla nave della Marina militare italiana sostenendo che il loro esercito "è ancora molto forte". "Abbiamo sorprendenti capacità che non abbiamo ritenuto necessario usare" sostiene Ibrahim, affermando che non è ancora stata usata tutta la loro "vera potenza militare". Pronta la replica di Ignazio La Russa, spiegando di prendere "atto di quello che dice il governo libico" ma sottolineando che "in ogni caso le loro parole appaiono, in tutta evidenza, mera propaganda". "A Gheddafi - continua La Russa - conviene sostenere una sua capacità di offesa verso la nave italiana" ma "la distanza di 2 km tra la caduta del razzo e la nave Bersagliere, risulta incompatibile con le affermazioni propagandistiche di Gheddafi". Dello stesso avviso appare la Marina militare italiana, che in una nota spiega che "queste armi non guidate non sono efficaci verso unità navali dotate di elevata mobilità, anche in considerazione delle distanze in gioco oltre che dell'assenza di un valido sistema di direzione del tiro". "In ogni caso - conclude comunque La Russa - non va sottovalutata alcuna minaccia". "Come si può liquidare il lancio di un missile dalla Libia che avrebbe potuto colpire la nave 'Bersagliere' in questo modo, affermando che la situazione non è chiara, ma non ci sono motivi di preoccupazione?" si chiede invece Augusto Di Stanislao dell'Italia dei Valori, ricordando che quella della Libia è stata "fin dall'inizio una gestione poco chiara con tanti lati oscuri e contraddizioni, ma che hanno inquadrato uno scenario oggettivo e limpido che non si può non vedere: una situazione drammatica, vittime civili e richieste di aiuto che non vengono neppure ascoltate". Di Stanislao sottolinea quindi che "ad oggi migliaia di persone, vittime della guerra, pagano il prezzo di una politica priva di coerenza di cui l'Italia è tra i primi responsabili. E ora abbiamo autorizzato l'invio di quasi 1.900 militari in un Paese in guerra di cui La Russa e il Governo non hanno alcuna percezione, ma sulla quale nonostante tutto continuano a tranquillizzare i cittadini e ad aspettare che peggiori ulteriormente".

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