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Libia: è genocidio. Caccia militari bombardano "chiunque si muova"

A New York il vice-ambasciatore libico all'ONU denuncia, senza giri di parole, che in Libia è in atto un vero e proprio "genocidio" accusando il dittatore Gheddafi di avere "dichiarato guerra al popolo libico". Hillary Clinton condanna le violenze e l'"inaccettabile bagno di sangue".

A New York il vice-ambasciatore libico all'ONU ha denunciato, senza giri di parole, che in Libia è in atto un vero e proprio "genocidio" accusando il dittatore Muammar Gheddafi di avere "dichiarato guerra al popolo libico". In queste ore, secondo la Tv Al Jazeera, gli aerei dell'aviazione libica avrebbero "bombardato i dimostranti" e la città di Tripoli. "Quello cui stiamo assistendo è inimmaginabile. Aerei da guerra ed elicotteri stanno bombardando indiscriminatamente una zona dietro l'altra. Ci sono moltissimi morti e stanno continuando. Colpiscono chiunque si muova, anche nelle proprie auto" spiega Adel Mohamed Saleh alla Tv Al Jazeera, come riporta la Reuters. Le notizie rimangono frammentarie a causa del blocco delle comunicazioni, così come la conta delle vittime, anche se le associazioni umanitarie, come Human Rights Watch, parlano ormai di circa 400 morti. La Tv araba racconta che vari caccia militari starebbero bombardando Tripoli, puntando anche direttamente a gruppi di manifestanti, e si starebbero organizzando anche per sorvolare Bengasi, ormai occupata dalle forze di opposizione del regime. Sempre secondo Al Jazeera, invece, un gruppo di ufficiali dell'esercito libico avrebbero diffuso un comunicato che inviterebbe i militari a passare dalla parte del popolo. Di ieri in serata, poi, la notizia che due caccia da guerra libici sarebbero atterati a Malta e i piloti avrebbero chiesto allo Stato asilo politico, perché disertori. Stando alle fonti di agenzia, infatti, i due colonnelli alla guida dei jet si sarebbero rifiutati di sparare in direzione della piazza che manifestava.
Da New York il vice-ambasciatore libico chiede infatti all'ONU di stabilire un "no-fly zone" sulla Libia proprio per impedire che la strage possa continuare. E mentre il premier Silvio Berlusconi, che con Gheddafi ha sempre dimostrato una stretta amicizia, in una nota si dice "allarmato per l'aggravarsi degli scontri e per l'uso inaccettabile della violenza sulla popolazione civile", il segretario di Stato USA Hillary Clinton condanna fermamente le violenze e questo "inaccettabile bagno di sangue". "La Libia deve rispettare i diritti umani" afferma con decisione la Clinton.

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