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Libia: da Tripoli si invoca Giovanni Paolo II per la pace

La Libia è sotto i bombardamenti che mietono vittime civili. Bombe ipocrite di una guerra che mai è il presupposto della costruzione della pace. Il Vicario apostolico di Tripoli prega incessantemente "l'intercessione del Beato Giovanni Paolo II per la pace in Libia".

L'Italia è in guerra, anche se l'ipocrisia dilagante impone che non la si chiami in questo modo. Meglio chiamare la guerra in Libia con una comoda e asettica perifrasi come "risoluzione dell'ONU". Una "risoluzione" difatti non puzza mai di morti innocenti, ma di scartoffie firmate da penne stilografiche dal pennino di lusso. Ma le bombe cadono in Libia, e si sospetta che anche l'uranio impoverito caschi dal cielo, amichevolmente, per liberare la Libia dal perfido dittatore Gheddafi, che anche a guerra iniziata non si voleva mai "disturbare". Intanto le testimonianze che non sono frutto della propaganda dalla Libia scarseggiano e le fonti più affidabili, come sempre, rimangono i pochi volontari pacifisti rimasti ed i religiosi che cercano di proteggere il loro piccolo gregge. Così, tramite agenzia Fides (http://is.gd/KyqPF6) Mons. Giovanni Innocenzo Martinelli, Vicario Apostolico di Tripoli fa sapere il 30 aprile la situazione che si respira a Tripoli. "Questa mattina diverse persone sono venute a trovarmi per denunciare il fatto che molte località sono state bombardate provocando vittime civili" dice a Fides mons. Martinelli che sottolinea, mentre testimonia sui bombardamenti di Sirte, Zentan e Misurata: "Anche l'affermazione da parte della coalizione di Paesi che bombardano la Libia, di volere proteggere i civili dalle aggressioni, non corrisponde alla verità, perché questi bombardamenti provocano vittime proprio tra i civili che asseriscono di volere proteggere. Occorre prima di tutto un cessate il fuoco". Il Vicario di Tripoli però sa bene a "che Santo votarsi" anche se dal primo Maggio è "solamente" Beato: è Giovanni Paolo II. "Chiediamo l'intercessione di Giovanni Paolo II che può fare miracoli. Ricordo che è stato questo Papa ad avviare le relazioni diplomatiche con la Libia, nel 1997, quando questo Paese era sotto embargo internazionale" e ricorda che "Papa Giovanni Paolo II ci ha insegnato che le tensioni ed i contrasti si devono risolvere non con gli embarghi (e aggiungerei non con le bombe...), ma con il dialogo. Questo è stato il suo forte insegnamento. La guerra non può portarci alla pace" (http://is.gd/KyqPF6).

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