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Libia, ancora scontri. Aeroporto chiuso per 3 giorni. Mogherini: intervenga ONU

Nuovi scontri e norti a Tripoli, e dopo un attacco con dei missili l'aeroporto internazionale della Libia rimarrà chiuso fino al 16 luglio. Il ministro degli Esteri, Federica Mogherini, sottolinea: "Intervenga ONU per un'azione politica internazionale immediata di impulso e sostegno alla pacificazione e alla ricostruzione del Paese".

Nuovi scontri a Tripoli, tanto che ieri si sono registrati almeno 6 morti e 25 feriti. L'aeroporto internazionale libico rimarrà chiuso per tre giorni (fino al 16 luglio), dopo un attacco con dei missili, esplosi nella mattinata di domenica. L'attacco è stato rivendicato dalla Cellula operativa dei rivoluzionari della Libia, composta da varie milizie islamiche. Il ministro degli esteri, Federica Mogherini, commenta: "L'Italia è determinata a continuare a giocare un ruolo di primo piano per assistere la Libia nella sua difficile transizione verso istituzioni inclusive e democratiche. Tuttavia, - ha aggiunto - affinché il sostegno dell'Italia e della comunità internazionale abbiano successo, è necessario che le parti accettino le regole del confronto democratico, ed escano una volta per tutte dalla logica delle armi e della violenza, che favoriscono solo il caos e penalizzano in primo luogo il popolo libico. Il futuro della Libia potrà essere deciso solo dai libici con un dialogo politico che coinvolga tutti". Federica Mogherini precisa quindi che "le elezioni dell'Assemblea Costituzionale e del Consiglio dei Rappresentanti sono una base importante" per costruire una nuova Libia, ma chiarisce come sia essenziale "l'iniziativa dell'ONU, insieme con l'impegno dell'Italia e degli Stati che più hanno a cuore le vicende libiche, per un'azione politica internazionale immediata di impulso e sostegno alla pacificazione e alla ricostruzione del Paese". Il ministro degli esteri italiano denuncia infatti come "troppe volte si è girato lo sguardo davanti a queste crisi e non si è accompagnato adeguatamente il processo di transizione dopo la fine dei regimi, - concludendo - e ne paghiamo ancora il prezzo".

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