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Libia: "Tripoli si sta svuotando per paura dei bombardamenti"

Il terrore si impossessa della popolazione in Libia che fugge da Tripoli per la paura dei bombardamenti. "Abbiamo sentito un pesante bombardamento in una zona periferica della città" dice Mons. Giovanni Innocenzo Martinelli all'agenzia Fides, "occorre fermare le armi".

La guerra in Libia si potrebbe trasformare in una catastrofe umanitaria, come d'altronde tutte le guerre, soprattutto quelle che si fregiano del titolo di "umanitarie". E' interessante e molto importante avere delle notizie di prima mano dalla Libia non filtrate dai militari (di qualsiasi nazione). Come spesso avviene nelle zone di guerra sono le associazioni umanitarie ed i religiosi le sole fonti affidabili che possono descrivere l'aria che si respira sulla terra sotto le "no fly zone". A quanto si legge dall'agenzia Fides (http://is.gd/nc3EQw) l'aria della Libia è quella intrisa di polvere e angoscia dei bombardamenti. Dichiara a Fides Mons. Giovanni Innocenzo Martinelli, Vicario Apostolico di Tripoli, in Libia: "Abbiamo sentito un pesante bombardamento in una zona periferica della città. Tripoli si sta svuotando, la popolazione fugge per paura dei bombardamenti" e continua "la guerra non risolve niente. Non so come andrà a finire questa nuova guerra che risveglia tristi ricordi nei libici sul loro recente passato. Continuo a ripetere che occorre fermare le armi e avviare subito una mediazione per risolvere la crisi in modo pacifico. Perché non si è data una possibilità alla via diplomatica?". Il Monsignore ricorda anche il dramma dei rifugiati eritrei rimasti "intrappolati" in Libia e l'interessamento suo e del Vescovo di Tunisi per trasferire questi poveri profughi oltre il confine libico, in Tunisia appunto, dove operano le organizzazioni umanitarie.

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