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Libia, NATO: fase finale della missione. Gheddafi: resistere per mesi

Rimangono ancora nelle mani dei lealisti la città di Sirte e Bani Walid, ultime roccaforti dei fedelissimi di Gheddafi e dove si sospetta possa trovarsi nascosto lo stesso rais. La NATO annuncia che la missione è nella sua "fase finale" ma il portavoce del rais tuona: "possiamo resistere per mesi".

Rimangono ancora nelle mani dei lealisti la città di Sirte e Bani Walid, ultime roccaforti dei fedelissimi di Gheddafi e dove si sospetta possa trovarsi nascosto lo stesso rais. Le forze del CNT (Consiglio nazionale transitorio libico) e dell'Alleanza parlano ormai di aver "liberato" circa il 70% di questo territorio, ma la controffensiva dei lealisti non sembra volersi arrendere, tanto che a Bani Walid vi è stata una momentanea ritirata dei ribelli, a causa di una pioggia di razzi che hanno provocato diverse vittime. Moussa Ibrahim, il portavoce di Gheddafi, assicura che "la battaglia non è ancora conclusa", avvertendo che, nonostante "il pesante, incredibile bombardamento senza pietà della NATO contro ospedali, famiglie e scuole", i fedeli al Colonnello hanno la "capacità di continuare la resistenza per mesi". Il portavoce di Gheddafi sostiene infatti che gli ultimi bombardamenti della NATO avrebbero già causato oltre 2.000 vittime tra i civili, spiegando che per esempio un attacco è stato compiuto su un complesso residenziale, provocando la morte di 354 persone. Dall'altro lato, c'è la NATO invece che annuncia come ormai la missione è giunta nella sua "fase finale", tanto che Rasmussen annuncia: "Il mandato attuale scade il 27 settembre... ma se sarà necessario siamo disposti a prolungarlo per un altro periodo, per terminare la nostra operazione appena la situazione lo permetterà".

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