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Libia, NATO bombarda centro alimentare: "fiume d'olio dal capannone"

In Libia la situazione che vive la popolazione è drammatica. Così la NATO, armata di precisissimi strumenti di guerra elettronica colpisce "un deposito alimentare poco fuori Tripoli, che conteneva olio, pasta, salsa di pomodoro. Un fiume di olio veniva fuori dal capannone distrutto", dice Mons, Martinelli.

La follia dell'uomo in lotta con il proprio prossimo e con l'ambiente che lo circonda non sembra avere limiti, se non quelli della crudeltà e dell'indifferenza. Così anche la guerra in Libia, a cui anche il nostro Paese è orgoglioso di dare il proprio contributo, continua a rendere la vita dei civili libici un vero e proprio inferno. Le pochissime notizie che provengono dal Paese sotto i bombardamenti della NATO vengono fornite sovente solo da organizzazioni umanitarie e dalla Chiesa Cattolica, che in Libia, come altrove, si pone degli interrogativi che non trovano risposta nella politica internazionale. L'ultima notizia che proviene dalla Libia la fornisce l'agenzia Fides (http://is.gd/LDzU5s) che riporta la dichiarazione di Monsignor Giovanni Innocenzo Martinelli, Vicario Apostolico di Tripoli. Il Vescovo si chiede: "Pochi giorni fa, aerei della NATO hanno colpito un deposito alimentare poco fuori Tripoli, che conteneva olio, pasta, salsa di pomodoro. Un fiume di olio veniva fuori dal capannone distrutto. So che hanno colpito pure un centro sociale. Ma a che titolo si bombarda un centro alimentare?". Monsignor Martinelli riporta anche un altro fatto: "Inoltre, ma la notizia l'ho saputa in maniera indiretta e non l'ho verificata di persona, vi sarebbero delle manifestazioni sulle montagne nei dintorni di Tripoli a favore di Gheddafi. Anche in questo caso vi sarebbero stati dei bombardamenti. Non ho notizie di vittime, e non credo ve ne siano, ma è chiaro che si vuole incutere paura alla gente bombardando nei pressi delle loro manifestazioni". Ma la nota della Fides, che riporta le parole del Vescovo, fa notare come i semi della pace, buttati da chi li semina sul terreno, fanno fiorire sempre l'umanità: "I libici dimostrano però riconoscenza nei confronti della Chiesa. Due giorni fa un gruppo di donne è venuto a ringraziarci per le preghiere che abbiamo pronunciato in favore della pace. Ieri ho ricevuto un altro segno, semplice ma toccante, della gratitudine dei libici nei confronti della Chiesa: un signore ci ha regalato una cesta di fichi dicendo 'questi fichi sono per voi, perché voi siete un segno di amicizia'" conclude Mons. Martinelli.

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