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Libia, Lega: prima indicare tagli, poi votare il dl su rifinanziamento

Il Consiglio Supremo di Difesa ha stabilito che "anche a fronte di una ridotta disponibilità di risorse finanziarie" le missioni rimangono, pur ridefinite. Ma la Lega Nord se non vede, i tagli, non crede.

Ieri si è tenuta al Quirinale la riunione del Consiglio Supremo di Difesa che, come viene spiegato in una nota, "ha fatto il punto sulla situazione internazionale, con particolare riferimento alle crisi in atto nei Paesi del Nord-Africa, in Medio Oriente e in Afghanistan e ai loro prevedibili sviluppi". Durante la riunione, si è quindi stabilita che è possibile una "ulteriore qualificazione" delle Forze Armate italiane "anche a fronte di una ridotta disponibilità di risorse finanziarie". Il Consiglio, quindi, ha "convenuto sull'opportunità di procedere, di concerto con le Istituzioni internazionali e tenuto conto degli sviluppi sul terreno, ad ogni possibile ridefinizione dei nostri contingenti". Durante la riunione, presieduta da Giorgio Napolitano, si è affrontato anche il problema della "crisi libica", durante la quale è stata "sottolineata l'opportunità di valutare, insieme agli alleati, le possibili azioni da intraprendere nella situazione post-conflittuale che tende a delinearsi a conclusione della missione in corso su mandato dell'ONU". In definitiva, pur con probabilmente meno risorse, l'Italia "non può sottrarsi" agli impegni presi perché rivestirebbe un "ruolo cruciale" a sostegno della "stabilità internazionale". Ma sul rifinanziamento delle missioni chi si mette di traverso è la Lega Nord, tanto che il ministro Roberto Calderoli avrebbe inviato una lettera a Palazzo Chigi dove sottolineerebbe "l'assoluta inopportunità di esaminare fuori sacco domani (7 luglio, ndr) in Cdm il decreto legge sul rifinanziamento delle missioni militari all'estero senza che prima vi sia stato un chiarimento politico con la certificazione del numero di contingenti nelle missioni", come riporta Repubblica.it, citando l'Ansa. Inoltre la Padania di oggi titola con un secco "Stop al finanziamento delle missioni", come anticipa Rainews, dove viene spiegata "la condizione irrinunciabile posta dal Carroccio" sulla questione, e cioè che "prima se ne discute e si indicano i tagli ai contingenti". Sempre Calderoli annuncia che la Lega è "indisponibile a esaminare in Cdm il decreto legge" ma che "qualora il decreto passasse senza una intesa politica" è possibile che venga presentata "una possibile verifica di maggioranza".

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