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Libia, Lega Araba e Unione africana: stop bombardamento sui civili

Lega Araba e Unione africana concordi sul fatto che la coalizione ONU che sta bombardando la Libia deve immediatamente cessare il fuoco, perché "quello che sta accadendo in Libia differisce dall'obiettivo di imporre una no-fly zone".

Era stata la Lega Araba a convincere definitivamente il Consiglio di Sicurezza dell'ONU della necessità di una "no fly zone" sulla Libia per cercare di fermare le violenze sulla popolazione civile libica. Ma dopo l'inizio dei primi bombardamenti da parte di Francia, USA e Gran Bretagna (e ora anche Italia), il loro capo Amr Moussa, ha affermato che "quello che sta accadendo in Libia differisce dall'obiettivo di imporre una no-fly zone" ribadendo che quello che la Lega Araba vuole "è la protezione dei civili e non il bombardamento di altri civili". La Lega Araba è quindi convinta che "quanto sta accadendo è diverso" da quello che avevano richiesto "alla comunità internazionale" tanto da aver convocato per il prossimo 25 marzo, ad Addis Abeba, una riunione congiunta con l'UE, l'ONU e l'OCI (Organizzazione della Conferenza islamica) e la UA, cioè l'Unione africana. Anche la UA, infatti, specifica che rifiuta "ogni intervento militare straniero nel Paese quale che sia la forma" affermando che la situazione in Libia necessita di "un'azione urgente per una soluzione africana alla gravissima crisi che sta attraversando questo Paese fratello".

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