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Libia: ISIS entra a Sirte. Rapiti 21 copti egiziani. Rischio "sbarco" in Italia?

La Libia è immersa nel caos da dopo la rivolta del 2011 contro la dittatura di Mu'ammar Gheddafi. La situazione sembra andare sempre più precipitando. Lo Stato Islamico avrebbe occupato la città di Sirte, dopo aver trasformato in un emirato islamico la città di Derna. I militanti dello Stato Islamico hanno inoltre sostenuto di aver rapito 21 copti egiziani che risiedevano in Libia. E c'è già chi si domanda se c'è un rischio "sbarco" in Italia dell'ISIS.

La situazione in Libia sembra andare sempre più precipitando. La Libia è immersa nel caos da dopo la rivolta del 2011 contro la dittatura di Mu'ammar Gheddafi. La morte di Gheddafi ha dato luogo ad un mosaico di milizie pesantemente armate nonché a divisioni politiche profonde. A gennaio il primo ministro libico Abdullah al-Thinni aveva avvertito che la Libia rischiava di trasformarsi in un rifugio sicuro per i terroristi dello Stato Islamico, che attualmente controllano ampi territorio tra la Siria e l'Iraq. Presivione che a quanto pare si è avverata. Stando ad alcune fonti locali, la scorsa notte l'ISIS avrebbe preso il controllo di alcune radio locali di Sirte, a circa 450 chilometri a ovest di Tripoli. All'AFP un residente Sirte ha riferito: "Hanno preso Radio Sirte ieri (giovedi, ndr). Da allora stanno trasmettendo versetti del Corano e interventi di al-Baghdadi (a capo dell'ISIS, ndr)". Siti affiliati al gruppo terroristico avrebbero pubblicato immagini di diversi uomini armati in una stazione radio libica, seduti davanti ai microfoni con in mano i fucili. Sembra che i militanti dell'ISIS abbiano stabilito il loro quartier generale nel centro di Sirte, forse con l'intento di trasformare la città in un emirato islamico come hanno già fatto a Derna, nella Libia orientale. Finora, Sirte era in parte controllata dal gruppo militante Ansar al-Sharia, che combattono contro l'esercito libico per il controllo dei porti e dei pozzi petroliferi.

I militanti dello Stato Islamico hanno inoltre sostenuto di aver rapito 21 copti egiziani che risiedevano in Libia. L'ISIS ha infatti mostrato le fotografie degli egiziani rapiti mentre camminano scortati, vestiti nella sclassica tuta arancione alla "Guantanamo". Il presidente egiziano Abdel Fattah el-Sisi ha quindi ordinato l'evacuazione degli egiziani che si trovano nel Paese confinante. Il gruppo terrorista avrebbe sostenuto che gli egiziani erano stati rapiti per vendicare il destino di alcune donne musulmane che sarebbero state "torturato e uccise dalla chiesa copta d'Egitto", come riporterebbe l'ultimo numero online della rivista Dabiq, organo mediatico ufficiale dell'ISIS. Non è chiaro se gli ostaggi mostrati nelle foto sono tra coloro che sono stati rapiti in un raid a Sirte il 31 dicembre e il 3 gennaio scorso. Nel febbraio del 2014, i corpi di sette cristiani egiziani fucilati erano stati trovati su una spiaggia vicino alla città di Bengasi.

Alcuni media italiani anticipano che l'ambasciata italiana a Tripoli avrebbe quindi dato indicazione ai nostri connazionali di lasciare "temporaneamente" la Libia. Sarebbe inoltre imminente la chiusura della sede diplomatica e il rientro del personale in Italia. C'è già chi fa riflettere su quest'ultima avanzata dello Stato Islamico e si domanda se esiste un rischio "sbarco" in Italia, visto che è dalle coste libiche che partono i centinaia di barconi carichi di migranti che fuggono da situazioni di grave conflitto.

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