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Libia, Gheddafi punta a Bengasi. Lega Araba chiede la "no fly zone"

Le forze di Gheddafi hanno riconquistato Ras Lanuf e Brega, centri petroliferi, e puntano su Bengasi, una delle ultime roccaforti. Se Bengasi cadrà, il potere tornerà nelle mani del dittatore. La Lega Araba chiede all'ONU di imporre, a questo punto, la "no fly zone".

Le forze fedeli al colonnello Gheddafi stanno avanzando, e sembrano puntare a Bengasi, roccaforte per eccellenza di chi combatte contro il regime del dittatopre libico e sede del Consiglio nazionale provvisorio. Intanto il centro petrolifero di Ras Lanuf è tornato nelle mani di Gheddafi e anche Brega sembra essere stata ormai riconquistata dalle forze del dittatore. E mentre ONU, Unione Europea e NATO decidono su come intervenire, voci sempre più insistenti dicono che l'attacco a Bengasi è sempre più imminente, e potrebbe sopraggiungere da terra, da mare e naturalmente via aerea. Anche per questo motivo la Lega Araba, dopo essersi riunita al Cairo, ha affermato di essere favorevole ad aprire dei negoziati con il Consiglio nazionale di Bengasi e soprattutto chiede al Consiglio di Sicurezza dell'ONU di imporre una "no fly zone" sulla Libia, anche perché ormai le violenze contro la popolazione civile stanno diventando insostenibili. A perdere la vita anche un giornalista di Al Jazeera, proprio in una zona vicino a Bengasi. Gli Stati Uniti si dicono "pronti" alla "no fly zone" (che è in tutto e per tutto un'azione militare) ma riflettono su quanto questa decisione sia "saggia". E mentre "la discussione è in corso a livello politico" come spiega il ministro della Difesa USA Robert Gates, Gheddafi sembra ormai sul punto di riprendersi tutte quelle terre che erano state liberate, e se ciò accadrà la repressione verso coloro che hanno osato ribellarsi ad un regime sarà probabilmente ancora più dura, se mai è possibile.

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