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Libia Emergency: guerra umanitaria? E' la più disgustosa menzogna

Emergency condanna la guerra in Libia ricordando che "i nostri governanti, gli stessi che ora indicano la guerra come necessità, fino a poche settimane fa hanno finanziato, armato e sostenuto il dittatore Gheddafi e le sue continue violazioni dei diritti umani dei propri cittadini".

La guerra è sempre una tragedia della condizione umana e, come in ogni guerra, è la verità a morire per prima. Ogni guerra è da condannare, soprattutto se non si sono fatti tutti i possibili sforzi per trovare una soluzione pacifica. Emergency, l'associazione italiana indipendente e neutrale "nata per offrire cure medico-chirurgiche gratuite e di elevata qualità alle vittime delle guerre, delle mine antiuomo e della povertà" non poteva che condannare l'ultima "campagna di Libia" che ha portato l'Italia a levarsi in volo per "difendere il popolo libico" che prima ignorava, visti i baciamani e gli accordi di amicizia con il dittatore (ora si può chiamare così) Gheddafi. In una nota Emergency scrive: "Ancora una volta i governanti hanno scelto la guerra. Oggi la guerra è 'contro Gheddafi': ci viene presentata, ancora una volta, come umanitaria, inevitabile, necessaria. Nessuna guerra può essere umanitaria. La guerra è sempre stata distruzione di pezzi di umanità, uccisione di nostri simili. 'La guerra umanitaria' è la più disgustosa menzogna per giustificare la guerra: ogni guerra è un crimine contro l'umanità". Emergency poi sottolinea che: "Nessuna guerra è inevitabile. Le guerre appaiono alla fine inevitabili solo quando non si è fatto nulla per prevenirle. Se i governanti si impegnassero a costruire rapporti di rispetto, di equità, di solidarietà reciproca tra i popoli e gli Stati, se perseguissero politiche di disarmo e di dialogo, le situazioni di crisi potrebbero essere risolte escludendo il ricorso alla forza. Non è stato questo il caso della Libia: i nostri governanti, gli stessi che ora indicano la guerra come necessità, fino a poche settimane fa hanno finanziato, armato e sostenuto il dittatore Gheddafi e le sue continue violazioni dei diritti umani dei propri cittadini e dei migranti che attraversano il Paese". Per questo, conclude la nota di Emergency: "Chiediamo che tacciano le armi e che si riprenda il dialogo, anche attraverso l'invio degli ispettori delle Nazioni Unite e di osservatori della comunità internazionale; chiediamo l'apertura immediata di un corridoio umanitario per portare assistenza alla popolazione libica".

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