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Libia, Berlusconi: sì a bombardamenti. PD dà assenso. Ma la Lega NO

Silvio Berlusconi annuncia ad Obama che l'Italia bombarderà la Libia, naturalmente "contro specifici obiettivi militari selezionati". E se il PD annuncia, con la Finocchiaro, il proprio "assenso", a remare contro questa volta è la Lega Nord, aprendo forse una crisi di governo.

Durante un colloquio telefonico con Barack Obama il premier Silvio Berlusconi annuncia che l'Italia "ha deciso di aumentare la flessibilità operativa dei propri velivoli con azioni mirate contro specifici obiettivi militari selezionati sul territorio libico, nell'intento di contribuire a proteggere la popolazione civile libica". Che tradotto sta a significare che l'Italia bombarderà la Libia, ma solo con "missioni con missili di precisione su obiettivi specifici", ci tiene però a precisare Ignazio La Russa, Ministro della Difesa. Tale decisione, specifica la nota di Palazzo Chigi, è stata presa "per aumentare l'efficacia della missione intrapresa in Libia in attuazione delle Risoluzioni ONU 1970 e 1973", spiegazione che sembra bastare e soddisfare il Partito Democratico, che se in altre occasioni attacca il governo rispolverando l'articolo 11 della Costituzione, che sancisce il ripudio della guerra "come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali" oggi addirittura annuncia il proprio assenso in Parlamento, quando Frattini e La Russa riferiranno "davanti alle Commissioni congiunte Esteri-Difesa". Ma non sembra essere solo il vicario di Tripoli, monsignor Martinelli, ad auspicare che il governo "rinsavisca" a favore invece di una più sicuramente proficua "azione diplomatica", senza la quale vi è il rischio di "distruggere" definitivamente la Libia. Anche la Lega Nord non è per niente contenta della decisione presa da Silvio Berlusconi, tanto che Roberto Calderoli, ministro per la Semplificazione Normativa e responsabile delle segreterie nazionali della Lega Nord, annuncia all'Ansa: "Non so cosa significhi ulteriore flessibilità, ma se questo volesse dire bombardare non se ne parla. Il mio voto in questo senso non l'avranno mai". "Ero e resto contrario a qualunque ulteriore intervento in Libia rispetto a quello che già abbiamo reso disponibile e fatto", continua Calderoli. "Abbiamo già fatto abbastanza mettendo a disposizione le basi e l'appoggio logistico e il pattugliamento anti-radar - concludendo - Personalmente non avrei dato neanche questa disponibilità se non in cambio di un concreto concorso delle forze alleate al respingimento dell'immigrazione clandestina e alla condivisione del peso dei profughi". Italo Bocchini prende quindi immediatamente la palla al balzo per affermare che la "dichiarazione di Calderoli sull'intervento italiano in Libia apre di fatto la crisi di governo" perché "Berlusconi ha garantito a Obama ciò che mai avrebbe voluto fare per non turbare la dittatura di Gheddafi, ma non ha fatto i conti con la cultura antinazionale della Lega che è pronta a far sfigurare l'Italia a livello internazionale pur di prendere quattro voti in più alle amministrative".

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