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Italia pronta alla sua guerra segreta: 3mila soldati come 007 in Libia

L'Italia si appresta ad unirsi alle truppe francesi, americane e britanniche per condurre una vera guerra segreta in Libia e senza passare dal Parlamento. Grazie al dl missioni, sarà solo Matteo Renzi ad autorizzare l'invio di 3mila soldati in Libia che agiranno come degli 007 "seguendo la catena di comando dei servizi segreti".

Dopo l'ok al decollo di droni armati USA da Sigonella (Sicilia), l'Italia si appresta ad unirsi alle truppe francesi, americane e britanniche per condurre una vera guerra segreta in Libia. Lo scorso novembre è stato approvato il dl missioni in cui è stato inserito anche un emendamento che riguarda l'utilizzo delle forze speciali da parte dei servizi di intelligence. Gli italiani scoprono oggi a cosa servisse questo provvedimento visto che già da lunedì 29 febbraio, stando alle prime indiscrezioni, circa 3.000 dei nostri soldati potrebbero toccare il suolo libico ed entrare in azione "seguendo la catena di comando dei servizi segreti". Un "escamotage" in sostanza per non passare dal Parlamento anche se di fatto l'Italia si appresta ad intervenire in Libia con una "missione militare di supporto su richiesta delle autorità libiche". Proprio lunedì infatti i parlamentari di Tobruk dovrebbero accordare la fiducia al governo di unità nazionale nato a seguito delle molte mediazioni internazionali, ONU in primis. L'autorizzazione alla missione militare in Libia verrà infatti data solo dal Capo del governo, Matteo Renzi, visto che con le norme varate a novembre il voto delle Camere viene evitato, con l'esecutivo che si limiterà ad inviare una informativa alle Commissioni Esteri e Difesa.

Subito dopo, i militari italiani potranno agire in Libia come una sorta di 007 grazie a quelle "garanzie funzionali" riservate ai servizi segreti. Un intervento prevedibile, anche se finora sempre negato, visto che da tempo l'Italia ha più volte avanzato l'istanza di ottenere il comando della Coalizione che agisce in Libia contro lo Stato Islamico. Ad anticipare la svolta una nota del Quirinale che ha rivelato come nel corso della riunione del Consiglio Supremo di Difesa, che si è svolto il 25 febbraio, "è stata attentamente valutata la situazione in Libia, con riferimento sia al travagliato percorso di formazione del Governo di Accordo Nazionale sia alle predisposizioni per una eventuale missione militare di supporto su richiesta delle autorità libiche". "In tale quadro, - viene aggiunto - è stato considerato l'impatto sugli scenari di crisi e sulla sicurezza energetica italiana ed europea dell'andamento dei mercati degli idrocarburi". E per difendere dall'ISIS i giacimenti e gli oleodotti presenti in Libia il governo avrebbe già pensato di schierare, oltre ai 3.000 soldati, anche le navi già in attività di perlustrazione del Mediterraneo, un aereo cisterna, i Tornado di stanza a Trapani e due sommergibili.

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