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Capitano peschereccio replica a Maroni: non è stato un incidente

Due giorni fa una motovedetta libica ha sparato contro un peschereccio di Mazara del Vallo, e si è sfiorata la tragedia. Maroni pensa ad un "errore di interpretazione", il comandante del peschereccio risponde: "tutto si può affermare tranne che sia stato un incidente".

Due giorni fa una motovedetta libica, con a bordo almeno "un militare e del personale tecnico della Guardia di Finanza", come afferma il Ministro degli Esteri Franco Frattini ieri al Tg1 delle 20.00, ha sparato contro un peschereccio di Mazara del Vallo, e si è sfiorata la tragedia.
Il Ministro dell'Interno Roberto Maroni ha annunciato l'apertura di un'inchiesta per cercare di capire come mai si è arrivati a sparare contro un peschereccio.
Roberto Maroni interviene poi oggi a "Mattino 5" su Canale 5 facendo sapere che "la Libia si è scusata per quello che è successo" ipotizzando poi che "evidentemente c'è stato un errore di interpretazione, posso immaginare che abbiano scambiato il peschereccio, come avviene ogni tanto, per una barca che non fermandosi all'alt immaginavano potesse avere a bordo dei clandestini o cose del genere".
Parole che non sono piaciute al capitano dell'Ariete, il peschereccio bersagliato da colpi di mitra. Gaspare Marrone è infatti "arrabbiato e sorpreso" (come si legge sull'agenzia di stampa Agi) per le dichiarazioni di Maroni sottolineando che "tutto si può affermare tranne che sia stato un incidente. Né è possibile sostenere che ci abbiano scambiati per immigrati, per clandestini". Il comandante dell'Ariete ricorda infatti di aver reso noto alla motovedetta che quello era un peschereccio italiano.
"Eppure quelli ci hanno sparato ad altezza d'uomo - continua il capitano Gaspare Marrone - hanno sparato per colpirci e potevano ucciderci. Lo ripeto: siamo vivi per puro miracolo". Secondo il Ministro Frattini (sempre al Tg1 di Minzolini), invece, sembra che il comandante della motovedetta abbia dato "l'ordine di sparare in aria anche se poi purtroppo i colpi sono arrivati contro la barca italiana".
Quello che si chiede però il comandante dell'Ariete, e che probabilmente sarà chiarito durante l'inchiesta aperta da Maroni, è come mai l'uomo che ha risposto dalla motovedetta libica, che parlava un perfetto italiano "in quanto evidentemente apparteneva a un italiano - come sottolinea Gaspare Marrone - ha negato di esserlo".
"Se avessimo saputo che c'erano militari italiani ci saremmo fermati, senza tentare la fuga per evitare il sequestro e l'arresto", conclude il capitano dell'Ariete, e forse non si sarebbero messe in pericolo delle vite umane.

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