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Berlusconi: Italia bombarda la Libia. Ma poco poco

Silvio Berlusconi ha deciso che l'Italia era pronta a bombardare la Libia, annunciando tale decisione a Barack Obama, Premio Nobel per la Pace, che esprime un "grande apprezzamento". Naturalmente, i bombardamenti italiani non saranno "indiscriminati", e tale spiegazione sembra rassicurare il PD.

L'articolo 11 della nostra Costituzione, i cui principi sono stati sottolineati come fondamentali solo ieri dal Capo dello Stato in occasione delle celebrazioni del 25 aprile, sancisce che "l'Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali". Ma mai un articolo è stato così tante volte disatteso, e questa volta la notizia che l'Italia userà la guerra "come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali" arriva proprio nella serata della Festa della Liberazione. Il governo italiano ha ceduto a quello che in questi giorni è sembrato un vero e proprio pressing della NATO e ha deciso di bombardare la Libia. Naturalmente, ci tiene immediatamente a precisare il Ministro della Difesa Ignazio La Russa, "non saranno bombardamenti indiscriminati ma missioni con missili di precisione su obiettivi specifici", affermazione che a qualcuno potrebbe far tornare alla mente la barzelletta del "coccodrillo che volava basso basso". Questo "cambiamento e accrescimento di assetti", come li definisce La Russa a SkyTg24, sarebbero dipesi "esclusivamente o soprattutto dal maggior rischio che stanno correndo i cittadini libici". "In particolare la situazione a Misurata", dice il Ministro della Difesa, sarebbe una "vera e propria emergenza umanitaria" e l'Italia, conclude, non vuole sentirsi "meno di altri Paesi". Qualcuno potrebbe obiettare che l'Italia però non è stata chiamata a decidere in meriti a questa nuova campagna di Libia, visto che la decisione è stata presa dal premier Silvio Berlusconi al termine di un colloquio con Barack Obama, presidente degli Stati Uniti nonché, è sempre bene ricordarlo, Premio Nobel per la Pace. Una nota di Palazzo Chigi infatti annuncia che "nel corso del colloquio, il Presidente Berlusconi ha informato il Presidente Obama che l'Italia ha deciso di rispondere positivamente all'appello lanciato agli Alleati dal Segretario Generale della NATO in occasione della Riunione del Consiglio Atlantico del 14 aprile scorso a Berlino (...) per aumentare l'efficacia della missione intrapresa in Libia in attuazione delle Risoluzioni ONU 1970 e 1973". Il Parlamento quindi non è stato interpellato in merito a tale decisione, anche se la nota precisa che "le azioni descritte si pongono in assoluta coerenza con quanto autorizzato dal Parlamento, sulla base di quanto già stabilito in ambito ONU e NATO, al fine di assicurare la cessazione di ogni attacco contro le popolazioni civili e le aree abitate da parte del regime di Gheddafi", e che Frattini e La Russa "sono pronti a riferire davanti alle Commissioni congiunte Esteri-Difesa". E al Partito Democratico tale spiegazione sembra andare bene, visto che la capogruppo al Senato Anna Finocchiaro ha già annunciato che "se verranno confermati i confini della risoluzione ONU 1973, non mancherà l'assenso del PD". E mentre il Nobel della Pace Obama esprime un "grande apprezzamento per il contributo dell'Italia" affermando di aver concordato con Berlusconi che "un'ulteriore pressione è necessaria per rafforzare la missione di protezione dei civili", l'unica voce fuori dal coro arriva dal vicario di Tripoli, monsignor Innocenzo Martinelli, che commentando la notizia afferma: "Per favore, no: sarebbe la rovina. l'Italia dica 'ci siamo sbagliati e abbandoni questa strada, che offende la dignità dell'uomo e va contro quanto auspicato anche nelle ultime ore da Benedetto XVI. Non c'è solo la forza: rinsavite - concludendo - Così si distrugge la Libia".

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