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Attentatore di Lockerbie morto, 3 anni dopo. Sepolta anche la verità?

Abdelbaset Ali Mohmed al-Megrahi, l'attentatore di Lockerbie, è morto a Tunisi, tre anni dopo il suo rilascio, perché nel 2009 fu scarcerato perché malato terminale di cancro alla prostata e gli sarebbero rimasti solo tre mesi di vita.

Abdelbaset Ali Mohmed al-Megrahi sarebbe dovuto morire tre mesi dopo il 21 agosto 2009, quando l'aereo personale del colonnello Gheddafi riportò in Libia l'attentatore di Lockerbie, condannato all'ergastolo nel gennaio 2001 da una corte scozzese per aver piazzato l'esplosivo nella stiva del Boeing 747-121 della Pan Am che si è schiantato sulla cittadina della Scozia il 21 dicembre 1988, uccidendo i 259 viaggiatori del volo PA 103 e anche 11 abitanti di Lockerbie, e rilasciato per motivi umanitari.
L'ex agente segreto libico è morto invece, a 60 anni, solo in questi giorni, pare a Tunisi per un cancro alla prostata e con lui forse muore anche la speranza di sapere cosa c'è dietro l'attentato di Lockerbie.
Nell'agosto del 2011, dopo la caduta del regime di Gheddafi, la CNN riferì di aver individuato e fotografato al-Megrahi in Libia, gravemente malato (http://is.gd/h1cwdc), ma il Comitato nazionale transitorio libico (CNT) affermò che non avrebbe mai riconsegnato l'attentatore nella mani della Scozia, nonostante l'ex ambasciatore libico all'ONU passato nelle file degli insorti dichiarò che la Libia ebbe un ruolo nella strage di Lockerbie, sottolineando però che l'operazione fu appoggiata anche da altri Paesi.
Un pezzo di verità su Lockerbie fu scritta però nel dicembre del 2010, quando il Guardian pubblicò una serie di cablogrammi di WikiLeaks (http://is.gd/x2DvM7), tra cui una missiva dell'ambasciatore USA in Libia che nel gennaio 2009 comunicava che la Libia "ha convinto funzionari dell'ambasciata britannica che le conseguenze della morte di Al-Megrahi in prigione...sarebbero dure, immediate e difficilmente rimediabili", specificando che le "minacce includono l'immediata cessazione di tutte le attività commerciali britanniche con la Libia, una diminuzione dei rapporti politici e dimostrazioni contro strutture britanniche".
Il primo ministro britannico David Cameron, dal vertice NATo di Chicago, nel commentare la notizia della morte dell'attentatore di Lockerbie sottolinea come gli fosse "sempre stato chiaro che al-Megrahi non avrebbe mai dovuto essere rilasciato di prigione - aggiungendo - Oggi è un giorno per ricordare le 270 persone che hanno perso la vita in un esecrabile atto di terrorismo. I nostri pensieri dovrebbero essere con loro e con le loro famiglie per tutto quello che hanno sofferto". E per tutto quello che ancora non è stato detto.

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