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Pisapia: Moratti disperata, fidata di manina sporca che fabbrica dossier

Letizia Moratti è l'ultima a prendere la parola durante un faccia a faccia su Sky TG24 e accusa Giuliano Pisapia di essere responsabile di aver rubato un'auto per "il sequestro e il pestaggio di un giovane". Ma "è incappata in un clamoroso errore". E pare anche in una denuncia per diffamazione aggravata.

Letizia Moratti, candidata del centrodestra e sindaco uscente di Milano, durante un faccia a faccia su Sky TG24 con il candidato del centrosinistra Giuliano Pisapia, attende gli ultimi 30 secondi del programma per raccontare un fatto sul suo avversario politico. Ma il fatto, come preciserà in seguito Pisapia, "è un falso e una calunnia", tanto che pare la Moratti sia stata per questo denunciata per diffamazione aggravata. Ecco cosa è successo. Letizia Moratti è l'ultima a prendere la parola, dovrebbe lanciare un'ultimo appello agli elettori delle comunali di Milano, ma conclude spiegando di fare una "politica moderata perché la mia formazione professionale è una formazione professionale moderata, vengo da una famiglia moderata, tutta la mia vita ne è una testimonianza - e poi l'affondo - Credo a differenza del candidato Pisapia, che è stato dalla Corte di Assise giudicato responsabile di un reato. Il reato di furto di un veicolo..." Pisapia a questo punto la interrompe affermando: "E' una calunnia questa", mentre il conduttore lo invita a fare silenzio. La Moratti continua: "...che sembrava...che doveva essere un veicolo per il sequestro e il pestaggio di un giovane. Corte di Assise. Sentenza della Corte di Assise, giudicato responsabile e amnistiato. L'amnistia non è un'assoluzione". A questo punto suona il gong che scandisce il tempo delle risposte dei candidati e il conduttore chiude: "Il nostro faccia a faccia termina qui". "No, perché c'è un falso di cui risponderà..." cerca di dire Giuliano Pisapia. "Invito i candidati ad una stretta di mano" dice il conduttore di Sky TG24. E mentre la Moratti continua: "E' una sentenza della Corte d'Assise" facendo il gesto di tendere la mano, Pisapia risponde che questa "è una cosa vergognosa" e rivolgendosi alla Moratti le spiega: "C'è un appello, lei lo sa che ci sono tre gradi di giudizio", rifiutandosi di stringere la mano alla Moratti. Dopo qualche ora dal confronto, l'ufficio stampa di Pisapia ha diffuso però una nota di precisazione, che spiega esattamente la vicenda giudiziaria: "Letizia Moratti ha accusato Pisapia di essere responsabile di un furto, citando una sentenza della Corte d'Assise che dichiarava il reato estinto per amnistia. Nonostante l'amnistia Pisapia presentò appello, accolto. La terza Corte d'Assise d'appello di Milano, presieduta dal dottor Luigi Maria Guicciardi, nel procedimento 76 del 1985 ha assolto Pisapia per non aver commesso il fatto". Nel comunicato Pisapia cita, per fugare ogni dubbio, direttamente un passaggio della sentenza: "In conclusione non vi è prova - né vi sono apprezzabili indizi - di una partecipazione del Pisapia, sia pure solo sotto il profilo di un concorso morale, al fatto per il quale è stata elevata a suo carico l'imputazione di furto, dalla quale l'appellante va pertanto assolto per non aver commesso il fatto". Concludendo: "Tale sentenza di assoluzione con formula piena è passata in giudicato ed è quindi definitiva". La nota di Giuliano Pisapia spiega anche il comportamento avuto da Letizia Moratti, e del perché secondo lui avrebbe tirato fuori questa storia (anche se a metà): "E' evidente che Letizia Moratti è disperata - si legge nel comunicato - Fidandosi di qualche manina sporca che fabbrica dossier ad arte è incappata in un clamoroso errore. Ha diffamato Pisapia alla fine della registrazione del confronto su Sky TG24, pensando di approfittare come in un agguato del diritto di parlare per ultima". Sul sito di Letizia Moratti, invece, una nota dove si legge che il sindaco uscente di Milano avrebbe solo "inteso rimarcare una differenza, tra la mia storia e quella di Pisapia". Solo che, qualcuno potrebbe forse obiettare, la storia non solo si dovrebbe leggere fino in fondo, ma anche approfondire.

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