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Lele Mora: "professionalità criminale". Bancarotta da 8,5 milioni

Lele Mora è stato arrestato per bacarotta fraudolenta. Il carcere si sarebbe reso necessario per un possibile pericolo di fuga dell'ex agente dei vip. Tra i sospetti dell'accusa, l'ipotesi che Mora abbia versato in Svizzera i soldi prestati da Berlusconi per salvare la LM Management.

Il gip di Milano parla di Lele Mora come di una "professionalità criminale" nel provvedimento che ha portato in carcere l'ex agente dei vip, per bancarotta fraudolenta. L'accusa sostiene infatti che Lele Mora abbia sottratto dalle casse della LM Management, la società fallita lo scorso anno, circa 8,5 milioni di euro, soprattutto attraverso fatture inesistenti e pagamenti verso un'altra sua società (la Diana immobiliare, poi fallita). Prr questo il gip sottolinea di Lele Mora anche la "capacità economica di origine illecita 'doppiate' dall'attività di drenaggio di denaro anche successiva alla dichiarazione di fallimento della Lm Management", come riporta l'Ansa. L'arresto di Lele Mora, eseguito dalla Guardia di Finanza, si sarebbe reso necessario per il timore di una possibile fuga dell'impresario dello spettacolo, magari a Lugano dove possiede una casa. Inoltre, il giudice per le indagini preliminari ipotizza anche un rischio di reiterazione del reato. Nell'ordinanza di custodia cautelare in carcere, infatti, si leggerebbe che Lele Mora "nonostante condannato con plurime sentenze oltre che in materia di sostanze stupefacenti, per i reati tributari, contro la pubblica amministrazione e contro la fede pubblica, nonché gravato da carichi pendenti in materia tributaria, ricade nel reato tenendo le descritte molteplici e gravi condotte di bancarotta fraudolenta pre-fallimentare patrimoniale, per diversi milioni di euro, e documentale con le evidenziate modalità 'professionali' e con 'gestione imprenditoriale' caratterizzata da ben collaudate tecniche distruttive". Uno dei sospetti sembra infatti essere quello che Lele Mora abbia depositato su un conto in Svizzera, invece che impiegarli per salvare la LM Management, i 3 milioni prestati da Silvio Berlusconi, come era risultato durante l'inchiesta sul caso Ruby, che lo vede indagato per sfruttamento e induzione della prostituzione.

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