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Lele Mora: mi candido col Pdl se sarò assolto, inquisito non si può

Lele Mora rivela che alle prossime elezioni ha intenzione di candidarsi e gettarsi in politica, probabilmente col Pdl, anche se sottolinea che farà questo passo solo se sarà assolto dai procedimenti giudiziari. "Inquisito non puoi fare questo genere di lavoro", dice ad Exit.

Alle prossime elezioni tra le liste del Popolo della Libertà (se ancora si chiamerà Pdl) potrebbe esserci anche il nome di Lele Mora, e se la legge elettorale non cambia nessuno potrà esprime il desiderio o meno di vederlo tra i banchi del Parlamento, l'impotante è che venga votata la lista a lui collegata. Ma ormai la notizia non fa più neanche stupore, visto che negli ultimi anni sembra che la gavetta politica sia solo un'optional non essenziale, anzi abbastanza ingombrante. Ad "Exit", programma di La7, infatti, Lele Mora spiega: "La mia idea è, alle prossime elezioni, di candidarmi ed entrare in politica. Se mi vogliono, se mi accettano, io chiederò per fare questo". D'altronde il rischio per Lele Mora è quello di non poter più svolgere qualsiasi tipo di attività imprenditoriale, visto che la Procura di Milano ha avanzato tale richiesta ai giudici del Tribunale fallimentare. L'istanza avrebbe lo scopo di sollecitare il giudice a dichiarare il fallimento di Lele Mora come persona fisica insieme a quello delle società Diana Immobiliare e Lele Mora Production. Ironia della sorte, la decisione verrà presa il prossimo 6 aprile, giorno in cui inizierà il processo di Silvio Berlusconi indagato per il caso Ruby. Anche Lele Mora è indagato in un filone della stessa inchiesta per sfruttamento della prostituzione minorile. E infatti l'agente del Vip sottolinea ad "Exit" che si candiderà "se sarò assolto, prosciolto, perché sai, se sei inquisito non puoi fare questo genere di lavoro". E chi l'ha detto.

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