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Rinnovabili, Legambiente Abruzzo: "accanimento senza precedenti"

Se il "taglio alle rinnovabili" che sembra essere contenuto nella manovra finanziaria del Governo sarà approvato, oltre al taglio dell'"energia pulita" e di decine di migliaia di posti di lavoro, si mettono in crisi le "autonomie energetiche" delle regioni. A cominciare dall'Abruzzo.

La manovra finanziara sarà una mannaia sul Paese. Questa è l'opinione condivisa dalle forze politiche d'opposizione e dalle organizzazioni, le più varie, che vedono tagliati, in quasi tutti i settori, incentivi, finanziamenti, e soprattutto politiche lungimiranti. A prescindere dal gioco delle parti, se alcuni provvedimenti della manovra Finanziaria venissero realmente approvati, molti settori trainanti dell'economia italiana, verrebbero messi in ginocchio. E' ad esempio il caso delle "energie rinnovabili" che, secondo le stime, con il taglio che sarebbe contenuto in Finanziaria, metterebbe in pericolo, secondo delle stime, circa 200mila posti di lavoro. Ma in che cosa consisterebbe il "taglio"? Lo spiega Legambiente Abruzzo: "La manovra Finanziaria prevede la cancellazione del patrimonio collettivo italiano e la distruzione della più sana e fiorente filiera economica. Con un accanimento senza precedenti e una miopia gravissima, il governo nazionale torna a colpire drammaticamente il settore delle fonti rinnovabili con un taglio del 30% di tutti gli incentivi e i benefici al comparto, tagliando così le gambe alle numerose imprese e condannando alla disoccupazione gran parte degli occupati". Questo "accanimento" governativo infatti rischia di mettere in pericolo anche le volontà politiche "energetiche" delle singole regioni, come si paventa ad esempio proprio per l'Abruzzo. Ricorda Angelo Di Matteo, presidente di Legambiente Abruzzo: "Una risoluzione di questo genere mette in discussione anche gli sforzi che lo stesso presidente Gianni Chiodi ha messo in campo stabilendo per l'Abruzzo l'obiettivo del 50% di approvvigionamento energetico da fonti rinnovabili entro il 2017. Un impegno importante ed apprezzabile, da parte della Regione, che gli amministratori stessi dovrebbero provvedere a difendere tramite un'operazione dissuasiva e propositiva nei confronti del governo nazionale, anche in considerazione del fatto che il Quarto conto energia e l'esito del recente referendum hanno sancito la volontà popolare di cancellare il nucleare e puntare sulle fonti pulite".

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