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Lombardia: ok a legge "ammazzaforeste". Legambiente: territori a rischio

Il Consiglio regionale della Lombardia, con 40 sì e 24 no, ha approvato la nuova norma sul "recupero delle aree boschive", che Legambiente ha però eloquentemente ribattezzato legge #ammazzaforeste che, secondo varie associazioni ambientaliste, rischia di "sovvertire l'impianto dell'intera disciplina di tutela delle foreste lombarde".

Il Consiglio regionale della Lombardia, con 40 sì e 24 no, ha approvato la nuova norma sul "recupero delle aree boschive", che Legambiente ha però eloquentemente ribattezzato legge #ammazzaforeste, denunciando che il testo dopo essere nato "come singolo articolo scritto per compiacere la piccola ma agguerrita lobby formata da quanti nei boschi amano scorrazzare con moto e SUV, fuoristrada o lungo sentieri e mulattiere" si è poi arricchito "nelle discussioni in commissione Agricoltura di altri articoli in grado di sovvertire l'impianto dell'intera disciplina di tutela delle foreste lombarde, a partire dalla definizione di bosco". Le legge appena approvata, spiega Legambiente, punta infatti "ad attribuire competenze autorizzative ai sindaci, sebbene i Comuni non dispongano delle strutture tecniche necessarie a valutare interventi su ambiti forestali; ad attenuare la definizione di bosco quando questa entra in conflitto con diverse previsioni urbanistiche, specie nel territori di pianura; a consentire interventi che prevedono la realizzazione di opere pubbliche o di interesse pubblico su versanti boscati; a limitare fortemente i controlli per interventi di diboscamento su terreni montani che si sono coperti di boschi dopo decenni di abbandono delle pratiche agricole; ad ampliare le possibilità di autorizzare manifestazioni motoristiche in aree forestali e lungo sentieri e mulattiere". Nel tentare di impedire l'approvazione della legge, Legambiente ha anche ricordato che le misure previste "entrano in contrasto con la legge nazionale e pertanto rischiano di generare infiniti contenziosi" oltre l fatto che "c’è anche il problema della mancata applicazione della trasparenza ambientale introdotta con il DL n. 33/2013 che all’art. 40 impone agli enti pubblici a rendere consultabili sui propri siti i provvedimenti autorizzativi e i pareri su eventi e programmi di interesse ambientale e naturalistico". Associazione Parco Sud, CAI Lombardia, FAI Lombardia, Legambiente Lombardia, Italia Nostra Lombardia, Mountain Wilderness Lombardia, OrobieVive, Touring Club, WWF Lombardia avvertono quindi che la legge "genererà una spirale perversa di cui faranno le spese i territori più vulnerabili e preziosi della nostra regione".

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