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Giornata mondiale delle foreste, Legambiente: accordo Climate Summit 2014 non basta

Il 21 marzo "si celebra la giornata internazionale dei boschi e delle foreste, una ricorrenza importante per ricordare il ruolo decisivo che gli habitat forestali hanno come riserve di biodiversità a tutti i livelli (di specie, di patrimonio genetico, di ecosistemi) ma anche nella lotta ai cambiamenti climatici", diffonde in una nota Legambiente.

Il 21 marzo "si celebra la giornata internazionale dei boschi e delle foreste, una ricorrenza importante per ricordare il ruolo decisivo che gli habitat forestali hanno come riserve di biodiversità a tutti i livelli (di specie, di patrimonio genetico, di ecosistemi) ma anche nella lotta ai cambiamenti climatici fungendo da veri e propri serbatoi di carbonio, grazie alla loro capacità di assorbire mensilmente 289 miliardi di tonnellate di anidride carbonica" espone in un comunicato Legambiente.
L'associazione ecologista rivela quindi: "Un ruolo, quello del patrimonio forestale mondiale, giocato anche sul terreno del contrasto alla desertificazione, combattendo la perdita di produttività dei terreni che ne deriva e prevenendo anche il dissesto idrogeologico rallentando lo scorrimento delle acque superficiali. Le foreste italiane sono oggi esposte ai rischi dovuti al cambiamento climatico: la potenziale migrazione delle specie e del loro areale di distribuzione con conseguente disgregazione delle comunità vegetali, l'impatto degli incendi boschivi, gli impatti diretti sulla salute delle foreste per effetto della diffusione dei patogeni."
«Due anni fa - ha dichiarato Antonio Nicoletti, responsabile aree protette e biodiversità di Legambiente - abbiamo salutato con soddisfazione l'accordo raggiunto da oltre 130 governi in occasione del vertice ONU di New York, il Climate Summit 2014 sul dimezzamento della deforestazione entro il 2020, per giungere poi ad un suo definitivo arresto nel 2030, ma questo non basta nell'immediato. Occorre porre particolare attenzione al rafforzamento delle misure di protezione delle aree rifugio dei tipi forestali più minacciati, come lo sono le foreste di alta montagna oppure quelle planiziarie; rafforzare i programmi di monitoraggio ed istituire reti di aree protette. Da questo punto di vista, la rapida istituzione di alcuni tasselli oggi mancanti ma strategici (come l'istituzione di parchi nazionali come quello del Matese, o regionali come quello dei monti Lepini nel Lazio) sarebbe fondamentale per garantire una adeguata tutela del patrimonio forestale».

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