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Salvini contro Kyenge: istiga violenza, clandestini ammazzano a picconate

Dopo la grave aggressione avvenuta a Milano da parte di un giovane ghanese irregolare che stamattina è sceso in strada con un piccone, uccidendo un uomo, Matteo Salvini della Lega Nord attacca il ministro dell'Integrazione: Cécile Kyenge rischia di istigare alla violenza. I clandestini che il ministro di colore vuole regolarizzare ammazzano a picconate". Il PD replica: "Accusa vergognosa".

Arriva da un esponente della Lega Nord il primo commento sulla gravissima aggressione avvenuta a Milano da parte di un giovane ghanese irregolare che questa mattina è sceso in strada con un piccone, ferendo alcuni passanti ed uccidendo un uomo. Il segretario della Lega lombarda, Matteo Salvini, sembra voler strumentalizzare un fatto grave di cronaca spostando la discussione sulla revisione del reato di immigrazione clandestina che il ministro dell'Integrazione Cécile Kyenge vorrebbe andare ad abolire. Dalla sua nomina a ministro, Cécile Kyenge è stata oggetto anche di pesati attacchi razzisti, segno evidente di come l'Italia stia sprofondando sempre di più in una crisi non solo economica ma soprattutto di valori. Salvini afferma oggi che "i clandestini che il ministro di colore vuole regolarizzare ammazzano a picconate" e che "Cecile Kyenge rischia di istigare alla violenza nel momento in cui dice che la clandestinità non è reato, istiga a delinquere". All'Agi, Salvini avrebbe poi precisato che quello di Milano naturalmente "è un caso drammatico, il gesto di un folle", aggiungendo però come non deve essere "trascurato il fatto che sia stato commesso da un clandestino che non avrebbe dovuto essere qua, avrebbe dovuto essere espulso". L'eponente leghista poi avvisa: "Altro che abolizione del reato di clandestinità - ha continuato - ci sono già migliaia di gazebo pronti: seppelliremo il ministro Kyenge con migliaia di firme".

Pronta la replica del PD, con Emanuele Fiano che sottolinea: "La politica in queste ore ha il dovere di non fomentare ulteriore violenza anche verbale", riallacciandosi a quanto chiesto dal Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, quando in occasione delle celebrazioni del Giorno della Memoria ha sottolineato: "Abbiamo imparato che la violenza va combattuta, va fermata, va scongiurata prima che si trasformi in eversione e distruzione. E penso che in questo momento non possiamo essere tranquilli di fronte al riemergere di estremizzazioni violente, anche soltanto sul piano verbale o sul piano della propaganda politica". L'esponente del PD chiarisce quindi: "L'accusa di istigazione a delinquere, scagliata da Matteo Salvini contro il ministro Cécilie Kyenge per il terribile omicidio, è un accusa vergognosa che respingiamo al mittente, proferita da chi ha governato questo Paese, la Regione Lombardia e la città di Milano per anni anni senza risolvere mai nessuno dei grandi problemi connessi al tema dell'immigrazione". "Le strumentalizzazioni sono irresponsabili, indecenti e disumane, colpevoli di non cogliere la profondità di un dramma" fa notare anche il isenatore Pd Franco Mirabelli.

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