Rosy Mauro interviene a Porta a Porta per far conoscere la sua verità, annunciando che non si dimetterà perché non ha mai preso un euro dalla Lega Nord.
Le indiscrezioni che volevano Rosy Mauro, vicepresidente del Senato nonché segretario generale del Sinpa, il sindacato della Lega Nord, pronta alle dimissioni sono risultate del tutto infondate. Rosi Mauro si difende a Porta a Porta, precisando che fino a questo momento ha visto solamente un "processo mediatico senza precedenti" mentre "la verità in questa vicenda deve ancora emergere". Quel che può anticipare Rosy Mauro a Bruno Vespa è che lei "non ha mai preso un euro dalla Lega Nord", facendo notare che quando nell'inchiesta si parla di "movimenti di denaro" ci si riferisce solo "al sindacato".
Per questo motivo "non mi dimetto", continua Rosy Mauro perché "non ho niente da nascondere", spiegando a Porta a Porta: "Gli estratti conto del sindacato lo dimostrano, non ho mai preso un soldo" chiarendo che i trasferimenti al centro dell'attenzione dei magistrati sarebbero "donazioni che ogni anno il movimento fa al sindacato".
"Il bilancio del Sinpa - precisa Rosi Mauro - dipende dalle varie donazioni che variano di anno in anno. Ed è tutto documentabile". "Il partito era assolutamente informato delle donazioni al sindacato - aggiunge la Mauro - Tutti lo sapevano, anche Bossi, perché non c'era niente di illegale".
La vicepresidente del Senato annuncia quindi che presto interverrà anche a Palazzo Madama e che farà di tutto affinché "la gente la conosca di più", perché finora sarebbero state scritte solo "nefandezze", che hanno colpito anche la sua vita privata.
Rosy Mauro sarebbe pronta a dimettersi da vicepresidente del Senato. Manca ancora l'ufficialità, e l'annuncio potrebbe avvenire da Bruno Vespa come nei prossimi giorni. Roberto Maroni, invece, sorregge la Lega Nord in questa tempesta, l'unico che prenderà la parola nel corso della manifestazione "L'orgoglio padano".
Flavio Tosi rimosso dal suo incarico di vicepresidente del Parlamento della Padania. Il motivo ufficiale sarebbero le troppe assenze ma pare che sotto ci sinao dei malumori interni al Carroccio. Il sindaco di Verona, infatti, pare non essere troppo convinto della secessione.
Per il popolo della Lega Nord Mario Monti ha le "stesse capacità" di Fantozzi, mentre per Umberto Bossi "uno che viene da una grande banca che ha fatto fallire il mondo, le banche non le tocca, tocca la povera gente". Il premier invece rivela "simpatia" per "i passi iniziali della Lega".
La Camera vota no, con solo 11 voti di scarto, all'arresto di Nicola Cosentino, come richiesto dai pm di Napoli. Determinanti per il "salvataggio" di Cosentino la Lega Nord (quella del "cerchio magico") e i Radicali.
Il tesoriere della Lega Nord Francesco Belsito indagato a Milano, Napoli e Reggio Calabria per truffa aggravata ai danni dello Stato e appropriazione indebita. L'accusa ipotizza che i soldi siano stati spesi anche per foraggaire la famiglia di Umberto Bossi.