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Lega Nord, Fedriga e Pini sospesi: Boldrini non ci intimorisce

"Tapparci la bocca per 15 giorni è vergognoso ma di certo non ci intimorisce. Può sospenderci, censurarci, la Boldrini può fare quello che vuole perché noi non abbiamo fatto niente di male se non dire la verità e cioè che non è all'altezza", così in una nota Massimiliano Fedriga dal Carroccio dopo la sospensione di 15 giorni.

L'ufficio di presidenza della Camera ha deciso di sospendere per 15 giorni il deputato della Lega Nord Massimiliano Fedriga e il suo collega di partito Gianluca Pini per quanto accaduto durante la discussione sul ddl cittadinanza. Fedriga è stato sospeso per non aver abbandonato ll'Aula dopo essere stato espulso, mentre Pini è stato sanzionato per aver pronunciato frasi offensive nei confronti della presidente della Camera Laura Boldrini.
"Tapparci la bocca per 15 giorni è vergognoso ma di certo non ci intimorisce" afferma il capogruppo della Lega Nord alla Camera, aggiungendo: "Può sospenderci, censurarci, la Boldrini può fare quello che vuole perché noi non abbiamo fatto niente di male se non dire la verità e cioè che non è all'altezza."
"E' chiara la missione del presidente della Camera: vuole silenziare la Lega. - denuncia Fedriga - Lo fa non rappresentando nessuno mentre noi siamo in parlamento tramite il voto della gente secondo le vecchie e sacrosante regole democratiche che lei disprezza. Noi rappresentiamo la nostra gente mentre il presidente Boldrini rappresenta solo la peggior ideologia, quella che vuole cancellare la nostra identità e le nostre tradizioni".
L'esponente del Carroccio ribadisce: "Quella dello ius soli e dell'deologia gender quelle che lei non vuole farci combattere dentro l'aula concedendoci solo pochi minuti per il dibattito. - concludendo - Entrando nel merito del lavoro che dovrebbe svolgere, Boldrini non è un presidente super partes, non rispetta i regolamenti ma solamente gli interessi del suo schieramento politico. Noi non arretriamo e continueremo a combatterla perché quando quelli che dovrebbero essere i garanti della istituzioni democratiche diventano servili verso il governo a rischio c'è la democrazia."

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