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Finanziamento pubblico all'editoria, Lega Nord: stop a quello dei partiti

"Oggi il finanziamento pubblico, in una fase di evoluzione del digitale, ha ancora senso? Noi siamo convinti che una forma di sostegno al pluralismo della comunicazione ci debba essere, ma così com'è stato impostato l'attuale sistema non funziona più perché pensato per un mondo che non esiste più", così in una nota Davide Caparini della Lega Nord.

"Oggi il finanziamento pubblico all'editoria - riflette in una nota Davide Caparini, deputato della Lega Nord -, in una fase di evoluzione del digitale, ha ancora senso? Noi siamo convinti che una forma di sostegno al pluralismo della comunicazione ci debba essere, ma così com'è stato impostato l'attuale sistema non funziona più perché pensato per un mondo che non esiste più".
L'esponente del Carroccio prosegue: "Abbiamo votato per cancellare il finanziamento pubblico all'editoria perché è fondamentale rivedere l'intero impianto favorendo l'editoria locale e cancellando quella ai partiti. - aggiungendo - Negli ultimi dieci anni è stato speso male oltre un miliardo e mezzo di euro, in quanto non è stato utilizzato per far crescere il sistema comunicativo e pluralista del Paese ma solo per garantire rendite di posizione". Caparini conclude: "A questo aggiungiamo che ogni anno continuiamo a spendere oltre un miliardo e 700 milioni di euro per finanziare la Rai, un abominio di fronte a quello che restituisce in termini di servizio pubblicità".

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