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Espulsioni Lega Nord, Maroni: chi vuole disfare sono accompagnati fuori

Rissa e caos dopo che sono stati espulsi dalla Lega Nord 35 persone, tra militanti e componenti del consiglio nazionale veneto. Roberto Maroni assicura che esite una sola Lega, ed arriva anche la smetita di Umberto Bossi dopo le voci che lo volevano dal notaio per la fondazione di un nuovo partito.

Urla e non solo tra i militanti veneti della Lega Nord durante il consiglio nazionale veneto riunito a Noventa Padovana, dopo che sono stati espulsi dalla Lega Nord 35 militanti, che sarebbero colpevoli anche delle contestazioni avvenute a Pontida. A proporre le espulsioni dalla Lega Nord segretario veneto Flavio Tosi, che sono state accettate dal consiglio con il parere contrario di Luca Zaia. Appena le espulsioni sono state confermate, alcuni militanti hanno inscenato una protesta, che si è conclusa anche con qualche spintone e pugno, tanto che l'ex segretario provinciale di Venezia Paolo Pizzolato sarebbe stato trasportato in ospedale per un trauma cranico, pare dopo una colluttazione con il vice capogruppo del Carroccio alla Camera Matteo Brigantini. Alcuni militanti hanno tentato di aggredire anche Flavio Tosi, chiamandolo "traditore", che invece parla di una "operazione per il ripristino delle regole che andava fatta". "Ora si va avanti - ha poi continuato Tosi - abbiamo di fronte le amministrative a Vicenza e Treviso e il grande lavoro per la macroregione che tre nostri governatori stanno costruendo con l'aiuto di cinquemila attivisti e decine di migliaia di elettori". Dello stesso avviso Roberto Maroni che assicura: "Dopo la Lombardia vinceremo anche in Friuli Venezia Giulia, perché siamo riusciti a fare pulizia e continueremo a farla".

"C'è una sola Lega per quanto mi riguarda, la Lega Nord: ha un progetto ben chiaro e definito. C'è tanta gente nella Lega che ha voglia di fare, c'è qualcuno che ha voglia di disfare, pochissimi, e questi sono accompagnati fuori" continua Roberto Maroni, confermando la smentita già arrivata da Umberto Bossi in merito ad una Lega Nord che si stava "spaccando in due". Una espulsa, fedelissima al Senatur, aveva infatti spiegato di aver già "sentito Umberto Bossi per interposta persona" per "rifondare la Lega". Il 12 aprile, invece, un'Ansa riportava la notizia che Umberto Bossi, accompagnato dalla moglie Manuela e da alcuni fedelissimi, aveva depositato presso un notaio gli atti per la nascita di un nuovo soggetto politico. Poco dopo arrivava però la secca smentita da parte di Umberto Bossi, spiegando che le agenzie si erano confuse "con il giornale di cultura e identità creato da Giuseppe Leoni, una associazione culturale", ed anche la telefonata a Roberto Maroni per rassicurarlo sulla vicenda.

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