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Pedemontana: dov'è rischio impresa se la paga lo Stato? Pedaggi siano gratis, dice Puppato (PD)

"Il governo chieda alla Regione di rivedere il calcolo dei pedaggi sulla Pedemontana, perché i veneti non paghino due volte l'opera, una con i contributi e facendo da garante al debito e un'altra con il pedaggio sine die", rende noto Laura Puppato, esponente dem.

"Il governo chieda alla Regione di rivedere il calcolo dei pedaggi sulla Pedemontana - riferisce in una nota Laura Puppato, parlamentare PD -, perché i veneti non paghino due volte l'opera, una con i contributi e facendo da garante al debito e un'altra con il pedaggio sine die."
"Se sarà lo Stato a garantire i fondi necessari per realizzare integralmente la Pedementana non si capisce perché non si sia verificata la solvibilità dell'azienda promotrice - puntualizza quindi la senatrice -, prima di affidarle oltre 2 miliardi di lavori e dove stia il rischio di impresa. Se a pagare è solo lo Stato, a questo punto rivalutiamo il progetto per rendere questa strada a pedaggio gratuita per i veneti. Se dobbiamo regalare soldi a qualcuno meglio regalarli ai veneti, annullando i pedaggi, visto che sono senza strade e la Regione ha regalato loro solo costi e debiti sotto forma di pedaggi."

"L'intervento del governo va a coprire gli errori perpetrati dalla classe politica regionale veneta negli ultimi 10 anni, tra Galan e Zaia, ma è tempo che chi ha sbagliato sia messo di fronte alla responsabilità politica di scelte che hanno portato all'esplosione di costi e di tempi, fino alla beffa di dover richiedere l'intervento dell'esecutivo, che aveva già anticipato 370milioni per avviare i lavori. - chiarisce infine - Lo Stato è l'unico a pagare e Luca Zaia inaugura, ma non pensi di portare a casa questo risultato come sua vittoria, è un fallimento su tutta la linea, a cui il ministro Graziano Delrio è chiamato a porre rimedio. A questo punto è bene guardarci dentro, pagare le insolvenze di 180 giorni delle imprese che hanno lavorato e realizzare una superstrada senza pedaggi a servizio del territorio e con accessi frequenti, secondo il modello Nesi del lontano 2001".

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