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Migranti: Lega non sa che creare campi a sud del Mediterraneo vuol dire guerra? domanda Puppato

"La Lega Nord è un partito che attacca l'incendio e asporta gli estintori per poi gridare al fuoco e lamentarsi che non si spegne. Quando Luca Zaia o Matteo Salvini gridano: noi lo avevamo detto, che bisognava andare a creare campi profughi sulle sponde sud del Mediterraneo! o non sanno di che parlano o sono in malafede", riporta in un comunicato l'esponente del Partito Democratico Laura Puppato.

"La Lega Nord è un partito che attacca l'incendio e asporta gli estintori per poi gridare al fuoco e lamentarsi che non si spegne, dimostrando d'essere un movimento politico che non offre alcuna soluzione concreta e percorribile puntando solo ad aggravare le situazioni difficili al fine di guadagnare consenso, anziché cercare responsabilmente di risolverle" denuncia in una nota la parlamentare del PD Laura Puppato.
"Quando Luca Zaia o Matteo Salvini gridano: noi lo avevamo detto, che bisognava andare a creare campi profughi sulle sponde sud del Mediterraneo! o non sanno di che parlano o sono in malafede, non c'era alcuna reale possibilità infatti, che il nostro Paese occupasse territori altrui portando le proprie forze dell'ordine in una nazione straniera senza un patto preventivo con un Governo ospitante o l'egida dell'ONU, di fatto, una proposta del genere vuole dire entrare in guerra con un'altra nazione. - chiarisce la senatrice - Con le conseguenze immaginabili la politica non è fatta di spot, ma di lavoro duro e misconosciuto dietro le quinte, come quello che invece nel silenzio, hanno fatto Paolo Gentiloni e Ferica Mogherini nel corso di quest'anno e ora, solo grazie a questa fondamentale opera abbiamo in Libia un governo e un interlocutore con cui possiamo trattare campi profughi, controllo degli scafisti e dei flussi migratori".
"La Lega Nord, con Zaia e i propri sindaci, è la principale responsabile del dramma che si vive in alcuni Comuni veneti, dove centinaia di immigrati sono ammassati in condizioni al limite del disumano, perché non si è voluto percorrere la strada dell'accoglienza diffusa che, dove è stata applicata, non ha comportato alcun problema e gli esempi sono decine di migliaia in tutto il paese e anche da noi. - dichiara quindi l'esponente dem - È chiaro a tutti che stiamo cercando, anche e soprattutto grazie alla cooperazione internazionale, di fare in modo che ognuno possa restare a vivere nel proprio paese, ma di fronte a movimenti epocali come quelli che stiamo vivendo, gli slogan quando va bene non servono a niente, quando va male, come nel nostro caso, fanno solo danni. E non è serio che l'incendiario sia l'istituzione regionale".

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