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Ddl povertà: ok reddito minimo ma dietro una serie di vincoli, dice Garavini (PD)

"Per la prima volta in Italia stiamo per introdurre misure concrete contro la povertà, a livello nazionale. Da un lato prevediamo risorse finalizzate a garantire un 'reddito di inclusione sociale'. Contemporaneamente verranno introdotti una serie di vincoli, il cui rispetto darà diritto all'esercizio dei sussidi", fa sapere in un comunicato l'esponente dem Laura Garavini.

"Per la prima volta in Italia stiamo per introdurre misure concrete contro la povertà, a livello nazionale. Da un lato prevediamo risorse finalizzate a garantire un 'reddito di inclusione sociale', cioè una sorta di assegno sociale per persone in difficoltà, che non sia riservato solo a pensionati in condizioni di bisogno, ma che sia rivolto ad indigenti di ogni età - soprattutto minori, famiglie, donne in stato di gravidanza e ultra cinquantenni senza occupazione" spiega in una nota la deputata democratica Laura Garavini commentando il disegno di legge in discussione.

"Dall'altro - prosegue - prevediamo la costruzione di una rete di infrastrutture a livello locale, attraverso il coinvolgimento delle istituzioni territoriali, del mondo dell'associazionismo, dei sindacati, del volontariato, così da garantire l'offerta di una rete di servizi che siano di supporto alle famiglie e al lavoro. Si tratta di uno strumento universale, operante su tutto il territorio nazionale e pensato per essere permanente nel tempo."

"E' una novità assoluta per il nostro Paese. Anche perchè vengono messe a disposizione consistenti risorse. - precisa quindi la parlamentare PD - Già in sede di legge di stabilità era stato stanziato un miliardo per interventi volti a contrastare fenomeni di povertà. A questi fondi se ne aggiungono dei nuovi: un miliardo e 400 milioni in tutto. Contemporaneamente verranno introdotti una serie di vincoli, il cui rispetto darà diritto all'esercizio dei sussidi. In caso contrario si perderà il diritto al percepimento dei sussidi stessi."

"Si stima che saranno circa 500.000 le famiglie che beneficeranno di questi interventi. - conclude - La razionalizzazione (e quindi i tagli) delle prestazioni assistenziali non tocca gli italiani all'estero. Grazie ad un emendamento, a mia prima firma, sostenuto dalla nostra capogruppo in Commissione lavoro, Luisa Gnecchi e da tutti i componenti PD, abbiamo scongiurato questa misura, che avrebbe prodotto effetti nefasti per molti connazionali, soprattutto in Sud America".

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