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Laura Boldrini: minaccia su muro diversa da minaccia via web?

Laura Boldrini sottolinea di non aver paura di camminare per Roma senza scorta, perché è "molto più pericoloso che si diffonda in rete una cultura della minaccia tollerata", e si domanda "se sia giusto che una minaccia di morte che avviene in forma diretta, o attraverso una scritta sul muro sia considerata in modo diverso dalla stessa minaccia via web". Laura Boldrini annuncia quindi battaglia, anche culturale.

"Io non ho paura adesso, di aprire un fronte di battaglia, se necessario" afferma Laura Boldrini, presidente della Camera, in una intervista a Repubblica.it. La battaglia che vuole combattere, e vincere, Laura Boldrini non è contro la Rete, come semplicisticamente viene da alcuni media riportato, ma contro "i reati commessi via web". "So bene che la questione del controllo del web è delicatissima. - ammette Laura Boldrini - Non per questo non dobbiamo porcela. Mi domando se sia giusto che una minaccia di morte che avviene in forma diretta, o attraverso una scritta sul muro sia considerata in modo diverso dalla stessa minaccia via web. Me lo domando, chiedo che si apra una discussione serena e seria. Se il web è vita reale, e lo è, se produce effetti reali, e li produce, allora non possiamo più considerare meno rilevante quel che accade in Rete rispetto a quel che succede per strada". A far decidere a Laura Boldrini di iniziare questa battaglia non uno, ma migliaia di messaggi arrivati via Facebook contenenti offese e soprattutto minacce di morte, pesanti minacce di morte. La goccia che sembra aver fatto trabboccare il vaso è stata una foto di "una donna sgozzata, uno stupro".

Laura Boldrini spiega a Repubblica.it: "Io ho chiesto di non essere scortata. Non ho paura di camminare per Roma, non ho paura di andare da casa in ufficio. Può accadere qualsiasi cosa in qualsiasi momento, certo, ma questo vale per chiunque. Piuttosto mi pare molto più grave, molto più pericoloso che si diffonda in rete una cultura della minaccia tollerata e giudicata tutt'al più, come certi hanno scritto, una 'burla'. Mi sento molto più vulnerabile quando penso che chiunque, aprendo un computer, anche mia figlia, anche i suoi amici, anche i ragazzi giovanissimi che vivono connessi al computer possono vedere il mio volto sovrapposto a quello di una donna sgozzata. Mi domando che effetti profondi e di lungo periodo, fra i più giovani, un'immagine così possa avere".

E poi, quella che Laura Boldrini vuole combattere è la battaglia, soprattutto culturale, "alle aggressioni alle donne a sfondo sessuale". "Quando una donna riveste incarichi pubblici si scatena contro di lei l'aggressione sessista: che sia apparentemente innocua, semplice gossip, o violenta, assume sempre la forma di minaccia sessuale, usa un lessico che parla di umiliazioni e di sottomissioni. - spiega Laura Boldrini - E questa davvero è una questione grande, diffusa, collettiva. Non bisogna più aver paura di dire che è una cultura sotterranea in qualche forma condivisa. Io dico: un'emergenza, in Italia". Laura Boldrini quindi conclude che "se vogliamo cominciare a pensare alla rete come ad un luogo reale, dove persone reali spendono parole reali, esattamente come altrove" allora bisogna "cominciare a pensarci, discuterne quanto si deve, poi prendere delle decisioni misurate, sensate, efficaci. Senza avere paura dei tabù che sono tanti, a destra come a sinistra. La paura paralizza. La politica deve essere coraggiosa, deve agire".

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