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Laura Boldrini: in società libera lavoro giornalisti è fondamentale

Laura Boldrini invia un messaggio agli organizzatori della sesta "Giornata della memoria dei giornalisti uccisi da mafie e terrorismo", che si celebra nel giorno del World Press Freedom Day (Unesco), e ricorda come "per ogni società libera il lavoro dei giornalisti è fondamentale. E ancor più essenziale per la democrazia è il lavoro di coloro che informano mettendo a rischio la propria sicurezza, e spesso la propria vita".

Laura Boldrini, Presidente della Camera dei deputati, invia oggi, in occasione della Giornata Mondiale della libertà di stampa, un messaggio agli organizzatori della Sesta Giornata della memoria che si è svolta questa mattina a Perugia. L'Unci (Unione nazionale cronisti italiani) dedica infatti il 3 maggio (World Press Freedom Day promosso dall'Unesco) alla Giornata della memoria dei giornalisti uccisi da mafie e terrorismo, iniziativa realizzata con Associazione stampa umbra, Ordine dei giornalisti dell'Umbria e Libera Umbria. Una giornata per "ricordare l'esempio di chi ha pagato con la vita il desiderio di informare, di raccontare anche e soprattutto quello che è scomodo, quello che non si deve dire. - si legge sul sito dell'Unci - Uomini e donne morti 'sul campo', quello dell'informazione. Uccisi perché scomodi, perché hanno saputo raccontare con immagini e parole quello che andava taciuto".

Laura Boldrini, nel suo messaggio, sottolinea infatti che "per ogni società libera il lavoro dei giornalisti è fondamentale. E ancor più essenziale per la democrazia è il lavoro di coloro che informano mettendo a rischio la propria sicurezza, e spesso la propria vita" perché "scelgono di dar notizie sfidando i poteri criminali e le organizzazioni terroristiche, oppure ci raccontano i conflitti lontani, le guerre dimenticate". Sfida che ha sempre raccolto anche Domenico Quirico, inviato de La Stampa in Siria, di cui non si hanno notizie da circa un mese. La Procura di Roma ha aperto un'inchiesta, ipotizzando il reato di sequestro di persona con finalità di terrorismo. La FNSI (Federazione Nazionale della Stampa Italiana) invita infatti oggi tutti i media e i siti di informazione italiani a pubblicare il fiocco giallo della speranza e dell'attesa di un buon ritorno del collega Domenico Quirico e di tutti gli altri colleghi in difficoltà. Fiocco giallo che anche Laura Boldrini pubblica sulla sua pagina Facebook, sottolineando di condividere "l'ansia per la sorte dell'inviato de La Stampa Domenico Quirico. - e racconta - L'ho conosciuto sul campo, un campo quasi sempre segnato dalla guerra e dalla devastazione. Spero che presto familiari e colleghi possano riabbracciarlo".

Laura Boldrini quindi aggiunge: "Voglio sperare anche che queste vicende ci insegnino a tributare maggiore attenzione al giornalismo che rischia persino la vita, pur di far avere a noi tutti il racconto dei dolori del mondo, o dei guasti profondi che in casa nostra produce la criminalità". Anche per questo, Laura Boldrini scrive agli organizzatori della manifestazione di Perugia per esprimere la sua "piena adesione all'iniziativa che oggi - Giornata Mondiale della libertà di stampa - le rappresentanze del giornalismo italiano promuovono nel ricordo dei cronisti uccisi dalle mafie e dal terrorismo e per richiamare l'attenzione sulla necessità di garantire ovunque la sicurezza dei reporter" e questo anche perché nella sua "precedente attività per le agenzie delle Nazioni Unite (UNHCR, ndr), in molti luoghi del mondo" l'attuale Presidente della Camera ha "constatato quale straordinaria importanza abbia e quanti sacrifici richieda questo tipo di informazione".

"E' l'informazione che è guidata non dallo share, o dalla ricerca di una battuta ad effetto per infiammare il dibattito politico, ma dal patto di verità e lealtà coi cittadini. - chiarisce Laura Boldrini - E' l'informazione coraggiosa che spesso viene dai giovani cronisti precari, disposti a rischiare pur di dar notizie dall'alto valore civile ma dal bassissimo, iniquo compenso economico". Laura Boldrini auspica quindi che "a questa informazione la Camera dei Deputati possa dare anche il necessario supporto legislativo" perché "lo dobbiamo non ad una categoria, ma alla comunità civile e al suo diritto di sapere".

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