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Lady Gaga: una voce per i soldati gay contro una legge iniqua

Lady Gaga continua la sua lotta contro la politica americana del "Don't Ask, Don't Tell" e a favore dei soldati americani gay. Vestita in giacca e cravatta, come nelle migliori campagne elettorali, nel Maine, a Portland, parla contro "una legge che viola le nostre libertà civili".

Lady Gaga continua la sua lotta contro la politica americana del "Don't Ask, Don't Tell" e a favore dei soldati americani gay. Per questo motivo dopo aver cantato e ballato lunedì sera a Raleigh, North Carolina, nonostante le distanze si è presentata più puntuale che mai martedì pomeriggio nel Maine, a Portland, per partecipare ad un comizio per i diritti degli omosessuali.
Capelli sciolti biondissimi, giacca e cravatta è salita sul palco "per essere una voce per la mia generazione", afferma Lady Gaga sicura di sé.
Niente vestiti eccentrici questa volta, come quando agli MTV Video Music Awards si presentò vestita di carne, cappellino compreso, per gridare al mondo che gli esseri umani non sono solamente, appunto "pezzi di carne".
Questa volta è il messaggio e non l'effetto speciale a risuonare ridontante, in America come nel resto del mondo.
Lady Gaga si fa portavoce della voce dei giovani, "la generazione segnata da questa legge", perché il "Don't Ask, Don't Tell" è "una legge che viola le nostre libertà civili", spiega seria la pop star come se stesse in campagna elettorale.
"E' una legge iniqua che rende più forte il pregiudizio", afferma Lady Gaga ed è lì "per chiedere ai senatori di abrogarla e di combattere l'ostruzionismo del senatore McCain".
L'artista ricorda poi che "sono 14mila gli americani congedati dalle forze armate a causa di questa legge. E 400 i soldati sotto l'amministrazione del presidente Obama".
Chissà se le parole di Lady Gaga arriveranno fin dentro la Casa Bianca, e non solo quando le figlie di Obama accendono la radio.

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