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Terremoto dell'Aquila: Napolitano alla messa in memoria delle vittime

Due anni fa, il 6 aprile del 2009 alle ore 3:32, un violento terremoto di magnitudo pari a 5.9 della scala Richter, preceduto da una innumerevole serie di eventi sismici iniziati nel dicembre 2008, ha colpito e distrutto l'Aquila e altri 56 comuni limitrofi al capoluogo abruzzese.

Due anni fa, esattamente il 6 aprile del 2009 alle ore 3:32, un violento terremoto di magnitudo pari a 5.9 della scala Richter, preceduto da una innumerevole serie di eventi sismici iniziati nel dicembre 2008, ha colpito e distrutto l'Aquila e altri 56 comuni limitrofi al capoluogo abruzzese, causando 309 vittime e oltre 1500 feriti. Oggi il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, invitato dal sindaco dell'Aquila, Massimo Cialente, sarà presente alla messa solenne in memoria delle vittime del sisma, che si terrà presso la basilica di Santa Maria di Collemaggio alle ore 12:00. Solo il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Gianni Letta, sarà presente a rappresentanza del governo, anche se in queste ultime settimane più volte si era ricordato come Silvio Berlusconi avesse in agenda proprio una visita all'Aquila, tanto che questo sarebbe stato il motivo principale per non presenziare all'apertura del processo Ruby. Ma è stata la Fondazione "6 aprile per la vita" ad aver rivolto un appello ai politici affinché evitassero "teatrini e risse" sul terremoto, dichiarando di volere accogliere "solo il Presidente della Repubblica in rappresentanza degli italiani".
L'Aquila oggi sarà a lutto cittadino con le bandiere, italiana ed europea, a mezz'asta, dopo che lunedì è stato cambiato all'unanimità lo Statuto comunale. Ieri sera una lunga fiaccolata terminata in Piazza Duomo, sempre per ricordare le vittime del terremoto e la tragedia di quel sisma che ha cambiato la vita di centinaia e centinaia di abruzzesi. Il centro storico dell'Aquila è ancora praticamente chiuso, con tutto o quasi ancora da ricostruire. Ma anche al di fuori del centro tutto continua a rilento, a causa delle innumerevoli difficoltà nel far ripartire imprese e progetti, anche a causa di finanziamenti e aiuti promessi ma mai arrivati.

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