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Processo Grandi Rischi, assolti in appello. Cialente: ma fermarono Giuliani

Il giorno dopo la sentenza della Corte d'Appello de L'Aquila, che ha assolto sei membri della Commissione Grandi Rischi e condannato a due anni Bernardo De Bernardinis, ex vice capo del settore tecnico della Protezione Civile, Massimo Cialente commenta: "Se uno avesse dei dubbi su quella vicenda basterebbe risentire la telefonata tra Bertolaso e l'assessore Stati. Quella riunione servì per fermare 'il fattucchiere' Giampaolo Giuliani, che aveva 'previsto' scosse a Sulmona".

"E' un Paese fuori di testa, schizofrenico" afferma il sindaco de L'Aquila, Massimo Cialente, commentando la sentenza della Corte d'Appello del capoluogo abruzzese in merito al processo contro la Commissione Grandi Rischi. Dopo la condanna in primo grado a sei anni per omicidio e lesioni colpose, arriva infatti l'assoluzione in secondo grado, nei confronti dei sei membri della Commissione Grandi Rischi che parteciparono alla riunione svoltasi cinque giorni prima del terremoto del 6 aprile 2009, che ha distrutto il centro de L'Aquila e causato 309 vittime, oltre 1500 feriti e circa 10 miliardi di euro di danni.

Unica condanna in appello è quella di Bernardo De Bernardinis, ex vice capo del settore tecnico della Protezione Civile, per il quale la pena è stata ridotta a due anni, per l'accusa di omicidio colposo e lesioni colpose con riferimento ad alcune delle vittime del terremoto de L'Aquila. Dopo la lettura della sentenza, i cittadini de L'Aquila hanno manifestato tutta la propria delusione per la decisione presa di giudici, con commenti come "Ce li hanno ammazzati un'altra volta. - ma anche - Uno Stato che non fa più giustizia, uno Stato che difende sé stesso". "Immaginavo un forte ridimensionamento dei ruoli e delle pene, ma non un'assoluzione così completa, scaricando tutto su De Bernardinis, cioè sulla Protezione Civile" ha affermato a caldo il procuratore generale de L'Aquila, Romolo Como. Per capire le motivazioni dei giudici bisognerà attendere 90 giorni, entro i quali verranno depositate in Tribunale.

Cialente però sottolinea: "Se uno avesse dei dubbi su quella vicenda basterebbe risentire la telefonata tra Bertolaso e l'assessore Stati. - aggiungendo - Io stesso mi sentii rassicurato dalle parole della Grandi Rischi, tanto che quando lo sciame proseguiva io stesso dicevo 'meno male così scarica'. In Italia vogliamo sempre risolvere le cose in modo mediatico, mai affrontarle direttamente". Il sindaco de L'Aquila quindi aggiunge: "Tutti quegli eventi avrebbero dovuto insegnarci l'importanza della prevenzione e della messa in sicurezza del nostro Paese e invece ogni volta vedi alluvioni ed altro stiamo sempre al punto da capo: nel nostro caso quella riunione servì per fermare 'il fattucchiere' Giampaolo Giuliani, che aveva 'previsto' scosse a Sulmona e io stesso la notte del sisma avevo solo otto vigili del fuoco in servizio a L'Aquila".

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