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Kosovo, NATO: nuove truppe, battaglione dal numero imprecisato

Gli scontri dei giorni scorsi nel Kosovo del Nord sembrano necessitare l'intervento di nuove truppe NATO. L'UE invita Serbia e Kosovo ad evitare "azioni unilaterali".

Gli scontri dei giorni scorsi nel Kosovo del Nord sono sorti a causa della crisi tra Belgrado (Serbia) e Pristina (Kosovo), a seguito del tentativo kosovaro di prendere il controllo dei valichi doganali di Jerinje e Brnjak e di bloccare le importazioni dalla Serbia. L'UE spiega di essere impegnata a dare il suo contributo per superare questo "pericoloso focolaio", come lo definisce l'ambasciatore italiano a Pristina Louis Michael Giffoni, e si dice in prima linea per far tornare a dialogare la Serbia e il Kosovo. "Ci stiamo adoperando perché le tensioni che ci sono nell'area del Nord non sfocino in qualcosa di più grande tale da bloccare il dialogo nella regione" spiega infatti l'ambasciatore italiano, mentre il portavoce dell'Alto rappresentante per la politica estera dell'UE, Catherine Ashton, sottolinea come sia "responsabilità di entrambe le parti far tornare la calma, evitando azioni unilaterali". Nel frattempo la forza NATO di stanza in Kosovo (Kfor) chiede l'invio di nuove truppe per arginare le violenza iniziate la scorsa settimana. "Stiamo chiedendo altri militari ora impegnati fuori dai confini kossovari - spiega Dieter Wichter, portavoce della Kfor - Non posso dire il numero ma sarà un battaglione", aggiungendo che "l'ordine di attivazione è partito dal quartier generale della NATO di Napoli". L'ambasciatore italiano precisa che comunque queste "riserve" erano "già disponibili sulla carta".

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