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Vertice UE non su attaccho mercati Italia. BCE: costretti al successo

Il presidente del Consiglio europeo ha convocato una riunione, ma si precisa non per parlare degli attacchi speculativi all'Italia. Intanto Trichet della BCE spiega che la fragilità del settore finanziario è un problema che non si può non risolvere.

Inizialmente sembrava che il presidente del Consiglio europeo, Herman Van Rompuy, avesse convocato per oggi una riunione d'emergenza. La Reuters, che citava fonti comunitarie, spiegava che tale riunione era necessaria per discutere non solo la crisi del debito nell'eurozona e il secondo pacchetto di aiuti alla Grecia ma anche, e questo aveva generato un certo allarmismo tra gli addetti ai lavori, anche per affrontare il problema degli attacchi speculativi all'Italia. In un secondo momento, però, il portavoce del presidente del Consiglio europeo, Dirk De Backer, ha però precisato che in realtà tale riunione sarebbe di normale "routine" e solo per "preparare l'Eurogruppo" e non per "parlare dell'attacco all'Italia sui mercati". Al vertice sembra che parteciperanno il presidente della Commissione europea, José Manuel Barroso, il presidente dell'Eurogruppo Jean-Claude Juncker, il Commissario europeo agli Affari monetari Olli Rehn e il presidente della BCE Jean-Claude Trichet. Proprio Trichet, intervenendo ai "Rencontres Economiques" di Aix en Provence, ha spiegato che negli ultimi 3 o 4 anni vi è stata la "scoperta fragilità strutturale dell'economia mondiale integrata" e che quindi ora "è centrale il rafforzamento della resistenza". "Il settore finanziario e la sua fragilità sono uno dei nostri problemi, abbiamo ancora molte cose da fare sulla regolamentazione - ha aggiunto Jean-Claude Trichet - e siamo costretti al successo, perché non potremmo affrontare per una seconda volta un problema della stessa natura, con il crollo dell'economia mondiale". Secondo il presidente della BCE "i Paesi europei che sono in difficoltà oggi sono quelli che si sono comportati male, in modo quasi caricaturale a volte, e che non sono stati bene sorvegliati in termini di patto di stabilità e crescita". Ecco che quindi le parole di Giorgio Napolitano, quando afferma che "se siamo seri non dovremmo preoccuparci di nulla", sembrano assumere un ben più profondo significato.

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